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L’OSPITE - ARNO ROSSINI«Due franchi sul Milan»

18.05.22 - 07:00
Arno Rossini: «Il Milan? Un pescatore che ha in mano un pesce e che è teso perché sa che non può farselo scappare»
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L’OSPITE - ARNO ROSSINI
18.05.22 - 07:00
«Due franchi sul Milan»
Arno Rossini: «Il Milan? Un pescatore che ha in mano un pesce e che è teso perché sa che non può farselo scappare»
Lugano grande (anche) per l’empatia di Croci-Torti. E Pioli e Inzaghi?
Calcio - Serie A - italia - SERIE A22.05.2022

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Calcio - Serie A - italia - SERIE A22.05.2022

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MILANO - «Croci-Torti è stato empatico». «Il mister ha saputo toccare i tasti giusti». «A livello di testa eravamo pronti per questa sfida». «Li abbiamo massacrati mentalmente».

Queste sono solo alcune delle parole “bianconere” dopo il successo di coppa. Grandi onori al “Crus” e alla sua gestione dello spogliatoio insomma. 

Perché, più che per le sue qualità tecniche (comunque importanti), una squadra diventa vincente solo quando nello spogliatoio c’è un gruppo vero. Solo quando chi comanda - l’allenatore ovviamente - riesce a spingere tutti a dare il loro massimo. E anche di più.

A Lugano è accaduto. A Milano… anche. A questo punto si deve solo capire in quale metà della metropoli lombarda, se quella tinteggiata di nerazzurro o quella affrescata di rossonero, alla fine si festeggerà. 

«Da dove cominciamo?», è intervenuto Arno Rossini.

Dal Lugano. Una battuta su quanto accaduto a Berna è doverosa.
«I bianconeri hanno vinto quella partita ancora prima di cominciare a giocarla. Non c'è stata storia. Bravissimi tutti, bravissimo Croci-Torti. Sono estremamente felice per loro e per questo successo che è un vanto per tutto il Ticino».

Adesso, invece, la volata-Scudetto. In questi giorni cosa possono fare ancora Pioli e Inzaghi per spingere i loro ragazzi?
«A questo punto non parleranno più di tattica; magari, al massimo, faranno vedere qualche video. Tutto quello che doveva essere spiegato è infatti già stato detto. I due allenatori cercheranno di gestire le emozioni dei giocatori. E non sarà comunque semplice. La situazione più complicata, più delicata, secondo me è quella del Milan, che vede il traguardo molto vicino, a portata di mano».

Il Diavolo è padrone del suo destino…
«Ma sa anche di avere addosso una grande pressione. È come un pescatore che ha in mano il pesce appena catturato e che è teso perché sa che non può farselo scappare. Finora i rossoneri sono stati molto bravi, adesso però dovranno completare l’opera contro una rivale che sappiamo essere rognosa».

Per vincere o almeno non perdere in casa del Sassuolo servirà una prestazione importante.
«Hanno tutto per offrirla. Il gruppo c’è ed è esperto e poi c’è quel fuoriclasse di Leão…».

Anche Inzaghi si preoccuperà soprattutto di infondere calma?
«Secondo me l'Inter ha meno da perdere rispetto ai cugini. Lo scudetto lo ha già infatti perso… per una svista del portiere e ora può solo vincerlo. Con i nerazzurri che hanno già la pancia mezza piena dopo la Coppa Italia e che probabilmente scenderanno in campo con spavalderia, l’allenatore punterà su grinta, cattiveria e determinazione. Anche lui, in ogni caso, non si preoccuperà troppo di insegnare schemi».

Un finale di campionato tanto entusiasmante non lo si viveva da un pezzo.
«I tifosi possono solo essere felici delle emozioni provate per tutto l'anno».

Ok, ma chi vincerà?
«I soliti due franchi li punto senza problemi sul Milan. Il Sassuolo è un'ottima squadra ma credo che i rossoneri abbiano tutte le possibilità di uscire con almeno un punto in tasca dalla trasferta. Faccio fatica a vederli sconfitti. Questo… a meno che non si complichino la vita, magari andando in svantaggio e poi facendosi prendere dal panico».

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