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TENNIS
14.07.2020 - 16:000
Aggiornamento : 23:04

«Novak vittima dell’ambizione della Serbia»

Zoran Radovanovic: «Il disastro dell’Adria Tour non è dipeso dal campione di Belgrado».

La politica dello Stato balcanico ha sfruttato il “marchio” Nole, non garantendo la sicurezza.

BELGRADO - I tanti rischi presi, i molti contagiati, la gigantesca mole di critiche: organizzato come simbolo di rinascita e speranza, l’Adria Tour si è rivelato un clamoroso boomerang per Nole Djokovic, partito come campionissimo e ritrovatosi con la reputazione a pezzi.

I comportamenti tenuti nella manifestazione e agli eventi a essa correlati hanno fatto riversare sul Novak ettolitri di veleno. Il 33enne è infatti stato “scelto” come unico grande colpevole di una situazione comunque grottesca ed evitabile. In suo soccorso è corso l’epidemiologo Zoran Radovanovic, che ha puntato il dito sulla politica del suo Paese, definendo Nole “solo una vittima”. 

«Djokovic è stato completamente ingenuo nel fidarsi dello Stato - ha sottolineato il professore serbo - Prima del torneo era sicuro che la situazione della pandemia fosse totalmente sotto controllo; non poteva immaginare che le nostre autorità, con la loro ambizione, lo avrebbero preso in giro. Queste volevano realizzare un ottimo colpo, anche politico, organizzando qualcosa con un campione riconosciuto a livello mondiale. Il punto è che Novak è marchio per il nostro Paese, uno dei pochi fenomeni positivi di cui possiamo vantarci. È intelligente e mai si sarebbe avventurato nell'organizzazione di qualcosa che non fosse totalmente sicuro. È stato ingannato».

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Commenti
 
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ciapp 3 sett fa su tio
ma vai a .......................
Mauz 3 sett fa su tio
Ma per cortesia ...è stato ingannato anche quando ballava senza distanza in una discoteca piena di persone? A 33 anni si assuma le sue responsabilità, non è un bambino. Ma soprattutto: quale sarebbe la sicurezza totale in caso di pandemia? Ci illumini dottore.. Questo periodo passerà alla storia non solo per la pandemia, ma anche per la sovrabbondanza di “boiate” dette un po’ da tutti: politici, medici, ...
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