Il valore delle professioni ICT e la coerenza del sistema

Associazione Ticinese Evoluzione Digitale (ATED)
Associazione Ticinese Evoluzione Digitale (ATED)
LUGANO - In seguito al servizio trasmesso da Il Quotidiano RSI l’11 febbraio 2026 sugli accertamenti 2025 relativi alle condizioni di lavoro in Ticino, ATED – Associazione Ticinese Evoluzione Digitale – desidera proporre una riflessione che vada oltre il dato percentuale delle irregolarità riscontrate.
È doveroso ricordare che la grande maggioranza delle imprese opera nel rispetto delle regole. Questo dato rappresenta la normalità del nostro tessuto economico e merita di essere sottolineato. Il tema che riteniamo centrale è però un altro: il riconoscimento del valore attribuito alle professioni ICT nel nostro Cantone
Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il nuovo Contratto normale di lavoro per il settore dell’informatica in Ticino. Il salario minimo è fissato a CHF 21.82 per la categoria A (diplomi cantonali, CFP o esperienza equivalente).
Parallelamente, il Contratto normale di lavoro per il personale domestico prevede un salario minimo di CHF 22.30 sia per lavoratori non qualificati con almeno quattro anni di esperienza sia per lavoratori qualificati con CFP
Ne deriva un dato oggettivo: il salario minimo per un informatico in categoria A risulta inferiore a quello previsto per un addetto alle pulizie con esperienza o CFP.
Non si tratta di mettere in competizione professioni diverse, entrambe fondamentali per la società. Si tratta di interrogarsi sulla coerenza del sistema rispetto alla narrativa pubblica che pone innovazione, intelligenza artificiale, cybersecurity e trasformazione digitale al centro dello sviluppo cantonale.
L’informatica oggi non è un semplice servizio di supporto. È un’infrastruttura strategica per banche, ospedali, pubblica amministrazione, PMI e grandi imprese. È un settore che determina competitività, sicurezza e attrattività del territorio.
Il Ticino è attualmente l’unico Cantone svizzero ad aver introdotto un Contratto normale di lavoro specifico per l’ICT. Questo elemento, unico nel panorama nazionale, merita una riflessione approfondita e condivisa.
ATED ritiene che il dibattito non debba essere polarizzato né ridotto a una questione mediatica. È invece necessario aprire un confronto sereno tra imprese, professionisti, parti sociali e istituzioni per garantire coerenza tra ambizione digitale e strumenti normativi.




