In difesa di Désirée Mallè e Mattia Pini: competenza, impegno e servizio alla scuola ticinese

Nicola Valerio, a nome di numerosi colleghi.
Nicola Valerio, a nome di numerosi colleghi.
Negli ultimi mesi, attorno alle vicende giudiziarie legate alla Sezione dell’insegnamento medio superiore, il dibattito pubblico ha assunto toni aspri e spesso sproporzionati. Commenti sui quotidiani e interpellanze in Gran Consiglio hanno finito per mettere clamorosamente sotto accusa due dipendenti pubblici — Désirée Mallè e Mattia Pini — colpevoli, nei fatti, unicamente di aver partecipato a un concorso. La recente sentenza del Tribunale cantonale amministrativo, che ha annullato la loro nomina, rischia di oscurare ingiustamente un anno e mezzo di lavoro concreto, svolto nell’interesse della Scuola ticinese, dei docenti e degli allievi.
Una mediatizzazione ingiusta e fuori misura - La narrazione dominante ha trasformato una questione tecnica di procedura amministrativa in un attacco personale. Criticare una nomina sulla base del rispetto formale di un bando è legittimo; insinuare incompetenza o mala fede è tutt’altra cosa.
Ad oggi non è emersa alcuna prova che Mallè e Pini abbiano agito scorrettamente. Al contrario, la personalizzazione del caso e l’esposizione mediatica dei loro nomi appaiono tanto più sproporzionate se confrontate con vicende ben più gravi del passato, nelle quali i dipendenti coinvolti non sono mai stati esposti allo stesso pubblico ludibrio.
Competenza e impegno riconosciuti sul campo - Dal nostro osservatorio, l’operato dei due Capisezione è stato improntato al dialogo, alla trasparenza e al sostegno concreto ai docenti, in un contesto reso complesso dalle riforme scolastiche e dal calo demografico degli allievi.
In particolare:
- hanno affrontato e contribuito a risolvere criticità legate alla riduzione delle ore disciplinari in alcune materie, individuando soluzioni che hanno permesso a numerosi colleghi di mantenere il posto di lavoro, evitando licenziamenti in una fase di forte incertezza;
- hanno promosso un coinvolgimento reale della base scolastica nelle decisioni strategiche della Sezione, partecipando a incontri con i docenti e favorendo un ascolto attivo delle istanze provenienti dal basso;
- hanno contribuito in modo sostanziale e concreto a far avanzare la riforma del professionale alla Scuola cantonale di commercio.
Difesa degli studenti e delle famiglie - Mallè e Pini si sono inoltre impegnati con determinazione su temi di equità sociale nella scuola pubblica, battendosi per ridurre oneri finanziari a carico delle famiglie. In particolare, hanno contribuito a ottenere soluzioni che hanno alleggerito spese importanti per strumenti didattici imposto dalla recente riforma alla SCC, garantendo sostegni concreti agli studenti e alle famiglie in difficoltà. Impegno verso gli abilitandi di italiano
Anche la delicata questione degli abilitandi di italiano — ereditata da gestioni precedenti — è ricaduta sulle loro spalle. Lungi dal sottrarsi, i due Capisezione hanno lavorato per individuare soluzioni praticabili, favorendo supplenze e avviando contatti con altri ordini scolastici per offrire opportunità ai giovani docenti rimasti senza impiego.
Conclusione - Le critiche che hanno dominato il dibattito pubblico negli ultimi mesi hanno troppo spesso sorvolato sul merito dell’azione svolta, concentrandosi su aspetti burocratici e formali, piuttosto che su competenza, impegno e risultati tangibili.
Désirée Mallè e Mattia Pini non sono responsabili di alcuno scandalo. Non meritano di essere messi sul banco degli imputati per aver aspirato, legittimamente, a un ruolo per il quale hanno dimostrato sul campo di essere motivati e profondamente impegnati nel servizio pubblico. Se davvero vogliamo aprire una discussione seria sulla scuola ticinese, essa dovrebbe essere più propositiva e meno ideologica, capace di riconoscere il valore di chi, ogni giorno, lavora con responsabilità per migliorare le condizioni di studenti e docenti.
Alla luce di questi fattivi elementi non possiamo che ringraziare Désiré e Mattia e ribadire la nostra vicinanza umana in questo difficile momento. Crediamo inoltre che sia giusto informare l’opinione pubblica di tutto quanto di significativo è stato svolto dai due Capisezione. Sarebbe stato bello ma soprattutto doveroso leggere qualche riga in più da parte dei vertici del DECS, la difesa della dignità dei propri dipendenti è cosa dovuta, soprattutto in questa triste vicenda.
Nicola Valerio, a nome di numerosi colleghi.




