Iniziativa RSI: No a un taglio a spese della democrazia

Verdi Liberali Ticino
Il PVL Ticino respinge l’Iniziativa «200 franchi bastano!», poiché non rappresenta una riforma mirata del servizio pubblico radiotelevisivo, bensì una drastica riduzione delle sue risorse, con conseguenze negative per la qualità dell’informazione, la coesione nazionale e il funzionamento della nostra democrazia.
Per il PVL Ticino una politica responsabile in ambito mediatico deve puntare sull’efficienza, sull’innovazione e sull’adattamento alle nuove abitudini di consumo, non su tagli indiscriminati che riducono drasticamente la capacità della SSR di svolgere il proprio mandato.
La SSR sta già attraversando una profonda fase di riorganizzazione, con misure di risparmio e tagli rilevanti, a dimostrazione della volontà di riformarsi e di rispondere a un contesto mediatico in rapida trasformazione. In questo contesto, i Verdi Liberali Ticino sostengono che una riduzione del canone a 200 franchi non consentirebbe un’evoluzione graduale e sostenibile del servizio pubblico, ma ne metterebbe seriamente in discussione la stabilità strutturale.
In una fase storica segnata da crisi internazionali, disinformazione e polarizzazione del confronto politico, un’informazione indipendente, credibile e accessibile a tutta la popolazione resta un’infrastruttura essenziale della democrazia liberale. Indebolire il servizio pubblico significa aumentare la dipendenza da piattaforme globali e da fonti di informazione poco trasparenti, riducendo la qualità del dibattito pubblico. In un contesto nel quale, a causa della digitalizzazione e lo spostamento online della pubblicità, i media privati sono sempre più centralizzati, dipendenti dai clic e quindi dai contenuti scandalistici, è essenziale mantenere un servizio pubblico forte e che possa concentrarsi sulla qualità dell’informazione. Si tratta di un servizio centrale per il funzionamento della democrazia, specialmente nel mercato ticinese, troppo piccolo per attirare un’offerta privata di qualità.
I Verdi Liberali Ticino respingono anche l’idea secondo cui l’iniziativa rafforzerebbe automaticamente i media privati. Al contrario, un indebolimento della SSR rischia di destabilizzare l’ecosistema mediatico, già sottoposto a forti pressioni economiche, senza garantire maggiore pluralismo o qualità dell’informazione.
Per il Ticino, in particolare, l’iniziativa avrebbe conseguenze gravi, mettendo a rischio sia posti di lavoro che compromettendo la produzione di informazione, contenuti culturali e approfondimenti legati alla realtà locale.
La SSR svolge un ruolo essenziale per la coesione del Paese, garantendo un’offerta informativa e culturale in tutte le lingue nazionali e una copertura delle diverse regioni. Si tratta di prestazioni che il mercato, da solo, non è in grado di assicurare e che verrebbero compromesse. Per questo e perché crediamo in un servizio pubblico innovativo e affidabile respingiamo l’iniziativa «200 franchi bastano!».



