Perché respingere l’iniziativa “200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)”

Varie associazioni del mondo della scuola
In vista della votazione dell’8 marzo, le sottoscritte associazioni magistrali, culturali e sindacali ritengono fondamentale invitare la popolazione a respingere l’iniziativa “200 franchi bastano!”, che propone una drastica riduzione del canone radiotelevisivo e, di conseguenza, dei finanziamenti destinati alla SSR e alla RSI.
L’iniziativa avrebbe ripercussioni profonde sul mondo della scuola
Una simile decisione avrebbe ripercussioni profonde e durature non solo sul sistema mediatico del nostro Paese, ma anche – e in modo particolare – sul mondo della scuola, della formazione e dell’educazione.
La SSR e la RSI svolgono un mandato di servizio pubblico che va ben oltre l’informazione e l’intrattenimento. Esse rappresentano un pilastro essenziale per la diffusione della conoscenza, per la promozione della cultura e per il sostegno all’apprendimento lungo tutto l’arco della vita. Attraverso programmi educativi, contenuti didattici, trasmissioni culturali, scientifiche e storiche, nonché offerte specificamente pensate per bambini e giovani, la radiotelevisione pubblica contribuisce in modo concreto e quotidiano alla formazione delle nuove generazioni.
Nella Svizzera italiana, la RSI svolge da decenni un ruolo centrale e insostituibile a sostegno della scuola, dell’insegnamento e della didattica. Essa mette a disposizione di docenti e allievi un’ampia gamma di materiali di alta qualità, coerenti con i piani di studio e strettamente legati al contesto culturale, linguistico e sociale del territorio.
Programmi di informazione e approfondimento, documentari, trasmissioni di divulgazione scientifica e culturale, così come le piattaforme digitali e gli archivi storici della RSI, costituiscono strumenti didattici preziosi, utilizzati quotidianamente nelle classi di ogni ordine e grado per sviluppare il pensiero critico, la comprensione dell’attualità e la capacità di analisi.
L’iniziativa ridurrebbe il peso dell’educazione civica e alla cittadinanza
Vanno in particolare sottolineati gli importanti contributi della RSI per le lezioni di educazione civica, alla cittadinanza e alla democrazia. Attraverso telegiornali, programmi di approfondimento e contenuti divulgativi, aiuta le studentesse e gli studenti a comprendere il funzionamento delle istituzioni, i principi della democrazia e i diritti e doveri dei cittadini, rendendo concreti temi spesso affrontati in modo teorico a scuola.
La televisione pubblica collega l’educazione civica alla realtà quotidiana, affrontando questioni come la legalità, l’ambiente, la memoria storica e la partecipazione civile. Questo favorisce lo sviluppo del pensiero critico, grazie alla pluralità dei punti di vista e a un’informazione basata su criteri di correttezza e responsabilità.
L’iniziativa rischia di spegnere l’accesso a un patrimonio mediatico fondamentale
Particolarmente rilevante è il contributo offerto dalle teche (RSI.ch/archivi) e dai contenuti on demand (play RSI), che permettono l’accesso a un patrimonio audiovisivo unico e favoriscono un insegnamento basato su fonti autentiche, contribuendo alla valorizzazione della memoria storica e culturale della Svizzera italiana. A ciò si aggiungono le offerte dedicate a bambini e giovani, che favoriscono lo sviluppo linguistico, culturale e sociale e rappresentano un’alternativa di qualità ai contenuti puramente commerciali.
L’iniziativa indebolirebbe l’educazione ai media e la lotta alla disinformazione
In un contesto segnato dalla sovrabbondanza di informazioni e dalla diffusione della disinformazione, la RSI svolge inoltre un compito essenziale nell’educazione ai media e alla cittadinanza, contribuendo a formare cittadine e cittadini consapevoli, informati e responsabili.
Tagliare in modo massiccio i finanziamenti alla radiotelevisione pubblica significherebbe ridurre o eliminare proprio queste offerte ad alto valore educativo, perché più onerose e meno orientate alla logica del mercato. Le conseguenze ricadrebbero direttamente sugli allievi e sugli studenti, sulle docenti e sui docenti e, più in generale, su tutto il sistema formativo. Verrebbe meno un alleato fondamentale della scuola nel suo compito di garantire pari opportunità educative e di formare cittadine e cittadini capaci di partecipare in modo critico e consapevole alla vita democratica.
Per tutte queste ragioni, le sottoscritte associazioni magistrali, culturali e sindacali invitano a respingere con convinzione l’iniziativa “200 franchi bastano!” e a difendere una SSR e una RSI forti, indipendenti e adeguatamente finanziate, affinché possano continuare a svolgere pienamente il loro mandato pubblico al servizio dell’educazione, della formazione e della scuola.
Associazione Verifiche (Rivista magistrale di cultura, educazione, società)
Associazione ticinese degli insegnanti di storia (Atis)
Associazione per la Scuola Pubblica del Cantone e dei Comuni (ASPCC)
Associazione dei Docenti delle Scuole Medie Superiori (ADSMS)
Associazione LaScuola
Movimento della Scuola
Società Demopedeutica Ticinese
GEA-associazione dei geografi
Commissione di matematica della Svizzera italiana (CMSI)
VPOD Docenti
OCST-Docenti
ErreDiPi-Gruppo scuola



