Armando Ceroni, quando lo sport diventa un gioco di parole

Con i suoi aforismi concepiti ad hoc per ogni occasione, Armando Ceroni, classe 1959, è diventato in assoluto uno dei cronisti sportivi ticinesi più celebri…
LUGANO - In questi giorni Ceroni è in Polonia per commentare Euro 2012 e, come prima domanda, non possiamo affatto non chiedergli una sua tipica “citazione ad effetto” in grado di descrivere, in termini generali, l’andamento della gara. Così, dopo qualche istante di esitazione ci dice: “L’Europeo non è ancora in visibilio ipercinetico”. E poi aggiunge, “ma manca poco perché è un buon campionato, fino a questo momento sono state giocate delle gran belle partite”.
Armando, te la senti di fare un pronostico?
"No, preferirei evitare anche perché mi lascio piacevolmente sorprendere da quello che capita… E se ti interessa, tifo sempre per la squadra che gioca meglio"
Le tue frasi sono così note che sono state raccolte in Wikiquote… Come nascono?
"Ho sempre avuto la tendenza a scrivere in modo originale. E questo è un aspetto che sono riuscito a perfezionare grazie a miei studi in lettere. Inoltre, posso fare riferimento anche alle mie innumerevoli letture. Il termine “sbaccalito”, per esempio, non è una mia invenzione, l’ho letto in una traduzione di un libro di Daniel Pennac"
Chi sono i tuoi cronisti di riferimento?
"Non ho preso spunto da qualcuno in particolare, anche se da giovane, quando ho mosso i primi passi in radio, mi piaceva molto Sandro Ciotti. In ambito televisivo, invece, seguivo Beppe Viola, che fu indubbiamente il primo a dare vita a delle telecronache originali. Lui, d’altra parte, veniva dal cabaret del Derby di Milano"
Qual è il tuo ricordo di Peo Mazzola?
"Preferirei tenerlo per me"
Armando Ceroni ha un sogno nel cassetto?
"Da molto tempo mi piacerebbe realizzare una trasmissione in stile “Controluce” ma, ovviamente, in ambito sportivo"
Quali suggerimenti puoi fornire ai giovani che vogliono intraprendere la professione di giornalista sportivo?
"Gli studi accademici, in qualsiasi facoltà, insegnano un metodo. Ma lauree e diplomi non bastano, perché una passione sfrenata per lo sport è davvero indispensabile"
MS




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