«Mi candido a sindaco di Milano e apro un locale»

Dalla movida milanese alla ristorazione e alla politica: le nuove sfide di Filippo "Champagne" Romeo dopo lo scandalo Gintoneria, con protagonista l'amico Davide Lacerenza.
Dalla movida milanese alla ristorazione e alla politica: le nuove sfide di Filippo "Champagne" Romeo dopo lo scandalo Gintoneria, con protagonista l'amico Davide Lacerenza.
MILANO - Filippo Romeo, noto agli amici delle notti milanesi come "Champagne", per gli anni trascorsi nel mondo della movida milanese, le ospitate alla radio da Giuseppe Cruciani e per l'amicizia con Davide Lacerenza, si prepara a inaugurare a fine mese il suo ristorante in centro a Monza, il "Filippo Champagne Club".
L'apertura è prevista entro la fine del mese: «Realizzo il sogno di avere un mio locale - spiega Filippo a Il Giorno - L’aspetto più bello è che lo realizzo insieme a due amici d’infanzia, Carmine e lo chef Aldo». Al quotidiano, Filippo spiega che il suo sarà «un ristorante dove mangiar bene e, soprattutto, dove poter bere ancora meglio», ma attenzione: «Non sarà una copia della Gintoneria».
Oltre all'impegno nella ristorazione, l'influencer monzese, oltre che fratello di Massimiliano, capo dei senatori della Lega, ha annunciato la sua intenzione di scendere in politica con la lista civica "Popolo della Gaina" «per ripulire Milano». A questo proposito, il 49enne ha dichiarato oggi al Corriere della Sera: «Diventare sindaco è arduo, ma con tutti i giovani che mi seguono, in Consiglio comunale ci entro di sicuro e sarò sempre presente a portare avanti la voce del popolo giusto».
L'avventura politica si affianca alla sua passione per le corse dei cavalli, con la sua puledra Pignerol che ha recentemente debuttato all'ippodromo di Milano Galoppo. «Anche questo era un sogno che ho sempre avuto», ha commentato riguardo al suo cavallo. Filippo Champagne, noto per il suo slang milanese che ha conquistato quasi mezzo milione di follower sui social, si definisce «un personaggio scomodo» per la sua sincerità, mentre a chi lo accusa di essere un «cattivo esempio», risponde che «un conto è la persona, un conto è il personaggio».





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