Open Doors è quasi a metà del suo viaggio in Africa

Dal 5 al 10 agosto una nuova generazione di filmmaker verrà coinvolta e messa in vetrina
LOCARNO - Locarno Open Doors ha annunciato i progetti, i produttori e i registi selezionati per l’edizione 2026, confermando il proprio impegno nel sostenere talenti provenienti da comunità sottorappresentate o in cui il cinema è a rischio. Il programma di quest’anno presenta un insieme audace e variegato di voci dal continente africano.
Giunto al secondo anno del suo ciclo quadriennale dedicato a 42 Paesi africani, Open Doors propone i programmi Projects, Producers e Directors, coinvolgendo una nuova generazione di filmmaker provenienti da oltre 10 nazioni. Le opere selezionate spaziano tra finzione, documentario e animazione.
Dal 5 al 10 agosto, l’iniziativa offrirà un articolato programma di formazione, mentoring e networking, affiancato da proiezioni pubbliche ed eventi collaterali nell’ambito di Locarno Pro.
La selezione di Open Doors Projects comprende sei opere prime e seconde in fase di sviluppo, che affrontano temi eterogenei: dai ritratti dedicati alla musica e alla memoria, alle riflessioni sulla condizione femminile, la vita urbana e l’eredità del colonialismo.
Il programma Open Doors Producers, dedicato allo sviluppo professionale dei produttori creativi, accoglie partecipanti provenienti da Burkina Faso, Capo Verde, Costa d’Avorio, Nigeria, Sudan e Zimbabwe.
Sono invece cinque i registi selezionati per Open Doors Directors, percorso che include conferenze, workshop e opportunità di networking. I loro cortometraggi entreranno a far parte degli Open Doors Screenings, sezione ufficiale del Festival la cui selezione completa sarà annunciata il 1° luglio.
«Con questa nuova edizione di Open Doors intendiamo riaffermare la ricchezza narrativa del continente africano, attraverso voci di artisti e imprenditori creativi che si impegnano intensamente per raggiungere il proprio pubblico in patria, nell’ambito delle rispettive diaspore e a livello internazionale. Gli ecosistemi cinematografici africani e i loro operatori ci offrono l’opportunità di riconsiderare le nostre pratiche di coproduzione, le strategie di fidelizzazione del pubblico e l’economia del cinema nel suo complesso», ha dichiarato Yanis Gaye, Head of Studies di Open Doors.
Secondo Zsuzsi Bánkuti, Responsabile di Open Doors, «attraverso questa selezione ribadiamo ciò in cui crediamo profondamente: il futuro del cinema dipende da chi ha l’occasione di realizzarlo, e dal modo in cui lo fa. Più fondiamo la nostra industria sulla collaborazione orizzontale e su un’uguaglianza genuina all’interno della comunità creativa – dando voce alle donne, considerando il cinema come un atto collettivo – più il nostro cinema sarà ricco e autentico».
Lunedì 10 agosto una giuria composta da professionisti del settore assegnerà premi in denaro e servizi ai progetti vincitori. Tra i riconoscimenti figurano l’Open Doors Grant, del valore di 50mila franchi e sponsorizzato da visions sud est e dalla Città di Bellinzona, il CNC Development Prize da 8000 euro e l’Arte Kino International Prize da 6000 euro. Ulteriori premi sono offerti da IFFR Pro, International Culture Center Tabakalera, San Sebastian Film Festival, Internationale Kurzfilmtage Winterthur, Organisation Internationale de la Francophonie (OIF) e Sørfond. A partire dal 2026 si aggiungono inoltre i premi promossi da EAVE, in collaborazione con il Luxembourg Film Fund, e dall’African Film Press (AFP).



