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LeBron James (foto grande) sarà la star di Space Jam 2. Nel tondo: Amos Sussigan
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17.06.2020 - 06:050

Con Amos Sussigan dietro le quinte di Space Jam 2

Il designer ticinese ha raccontato dei retroscena della pellicola

LUGANO - Uno dei sequel più attesi da tantissimi giovani, in molti casi ora adulti, è quello di Space Jam, pellicola live-action del 1996 con protagonisti i Looney Tunes, insieme a Micheal Jordan.

Amos Sussigan, Designer presso la Warner Bros impegnato nello sviluppo delle animazioni di Space Jam 2, ha raccontato ai microfoni di Radio Ticino alcuni retroscena, aneddoti e curiosità riguardanti la pellicola e le star che vi faranno parte.

Il film, la cui uscita è prevista nel 2021, prevede la partecipazione di LeBron James (che succede a Micheal Jordan, presente nel primo film) e la produzione con il regista Ryan Coogler, autore tra l'altro di Black Panther.

Amos ha raccontato il suo primo contatto con la direzione del film, all'incirca due anni fa, nel quale gli è stato affidato come primo compito quello di integrare i Looney Tunes, quindi Duffy Duck, Bugs Bunny & Co. nelle foto sul red carpet di James e Coogler. «Poi quando è iniziata la vera e propria produzione mi hanno domandato se volevo essere nel team» ha svelato Amos. «Sono stato fortunato a essere nel posto giusto al momento giusto».

Lavorare su un set - LeBron James è stato in studio 4 mesi per le parti live-action: «A un certo punto, poco prima dell'inizio della produzione, James mi ha chiesto un favore: di realizzare un'immagine per il suo profilo Instagram», e quando si hanno così tanti follower, bisogna fare molta attenzione ai dettagli: «Abbiamo dovuto cambiare 4 volte le scarpe di LeBron, su suggerimento del suo management, e ciò nonostante nella foto siano piccolissime, nessuno avrebbe neanche notato la differenza» ha raccontato Amos.

Il designer ha poi descritto il privilegio di essere su un set, a diretto contatto con personalità del mondo dello sport e del cinema. «Ammetto che prima di iniziare il lavoro non ci capivo molto di basket, sapevo a malapena chi fosse LeBron, ho imparato tutto all'inizio», e poi «è stato fantastico lavorare con Coogler, di cui ero un fan già prima».

Un dietro le quinte - «L'attore che recita il figlio di LeBron nel film è un 14enne, ed entro un anno avremmo dovuto finire di filmare. Chiaramente, con la pausa legata al Covid, l'attore è cresciuto un sacco ed è quindi sorto un bel problema, che bisogna ancora capire come risolvere».

Se mancassero solo poche scene, «ci sarebbe la possibilità di scannerizzare il suo corpo con 450 telecamere per poi ricrearlo in 3D, ma è una tecnica che funziona quando serve per poche scene, dove non hai una parta recitata troppo lunga».

Il coronavirus e le proteste - «Il Covid-19 ha rallentato tantissimo la produzione, non abbiamo ancora ricevuto una data definitiva, ma probabilmente non riusciremo a essere pronti per il 2021» ha rilevato il Direttore artistico.

Il Covid, e le proteste, sono tra i motivi per cui Amos è tornato momentaneamente in Svizzera: «Con il coprifuoco a causa delle proteste, e il coronavirus ancora presente, la mobilità di Los Angeles è ancora decisamente limitata» ha raccontato, spiegando come il tema del razzismo sia davvero molto sentito negli USA: «La gente è rimasta a casa 3 mesi a causa del Covid, e si notava già chiaramente la disparità tra chi moriva e chi no, la gente di colore ha sofferto molto di più: in alcune città addirittura l'80% dei morti erano afroamericani».

«È chiaro che poi, vedendo una serie di video come quello della morte di George Floyd, la situazione supera ogni limite e la gente non sopporta più questa discriminazione» ha concluso Amos.

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