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SVIZZERAQuando il tirocinio diventa un incubo

19.06.24 - 16:49
Un sondaggio Unia evidenzia come il 90% degli intervistati viva situazioni discriminatorie, molestie, razzismo e mobbing.
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Fonte Unia
Quando il tirocinio diventa un incubo
Un sondaggio Unia evidenzia come il 90% degli intervistati viva situazioni discriminatorie, molestie, razzismo e mobbing.

BERNA - Imparare un mestiere per crearsi un futuro. La strada del tirocinio è fondamentale in Svizzera per intraprendere i primi passi nel mondo del lavoro. Purtroppo, però, un sondaggio realizzato da Unia certificherebbe una realtà in molti casi da incubo per apprendisti e apprendiste residenti in Svizzera.

Il sistema di formazione duale, fiore all’occhiello della Svizzera, presenterebbe gravi lacune che compromettono seriamente la formazione dei giovani.

I dati - Secondo l'indagine Unia, oltre il 90% delle apprendiste e degli apprendisti vive una situazione di stress sul posto di lavoro. Di questi, il 53,2% si sente spesso o sempre stressato. Circa due terzi delle apprendiste e degli apprendisti affermano di sentirsi sfiniti anche al di fuori del lavoro a causa delle condizioni di formazione, il che compromette notevolmente il loro benessere e percorso formativo.

Commento - Secondo la sociologa Sabine Jacot, una delle esperte indipendenti che hanno lavorato al rapporto, «queste cifre indicano chiaramente la necessità di approfondire la problematica, è importante prenderle sul serio ed effettuare ulteriori studi in materia per analizzare meglio le esperienze e le condizioni di lavoro di apprendisti e apprendiste in Svizzera. Si tratta di comprendere meglio le sfide sollevate dai livelli di stress da un lato e la soddisfazione dall’altro, che risultano da questo studio esplorativo.».

Le motivazioni - Le principali ragioni di questo risultato poco lusinghiero sono l'orario di lavoro eccessivamente lungo, la discriminazione, le molestie, il razzismo, il mobbing e la pressione costante ad eseguire compiti non rilevanti ai fini della formazione, così come la mancanza di sostegno e di riconoscimento.

A causa di questi fattori, molti giovani si ritrovano in un ambiente di lavoro malsano. Félicia Fasel, segretaria nazionale dei giovani di Unia, osserva: «I problemi della formazione professionale non riguardano solo la formazione in sé, ma anche la salute pubblica. Bisogna intervenire subito!».

Testimonianza - Un apprendista parrucchiera al terzo anno racconta: «C’è molta pressione e l’orario di lavoro è pesante. Spesso lavoriamo più di nove ore al giorno senza compensazione. È scoraggiante e molto stancante. Per arrotondare lo stipendio e guadagnare 550 franchi in più, il suo capo le ha proposto di pulirgli la casa nel tempo libero», cosa che rappresenta una violazione della legge. Le ha suggerito di effettuare questi lavori di pulizia anche durante i fine settimana e le vacanze.

Alla sua richiesta di aiuto, l’ufficio cantonale della formazione professionale ha risposto negativamente, comunicandole che non sarebbe stato possibile cambiare azienda e che avrebbe potuto incorrere in conseguenze legali fino alla denuncia presso il tribunale cantonale del lavoro. Ovviamente, queste parole hanno lasciato di stucco la giovane, che ammette: «Ho avuto paura».

Insoddisfazione e alti tassi di abbandono - Dal rapporto emerge che un terzo delle apprendiste e degli apprendisti non sono soddisfatti della propria formazione. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), quasi un quarto dei giovani interrompe la formazione professionale. Questo elevato tasso di abbandono è preoccupante per il futuro della manodopera qualificata in Svizzera.

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