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SVIZZERACrollo delle vendite di orologi svizzeri all'estero mentre impenna il chimico-farmaceutico

21.04.20 - 09:02
Marzo in generale è andato molto bene per l'esportazione, ma non per quanto riguarda le lancette
KEYSTONE
Fonte Ats
Crollo delle vendite di orologi svizzeri all'estero mentre impenna il chimico-farmaceutico
Marzo in generale è andato molto bene per l'esportazione, ma non per quanto riguarda le lancette

BIENNE - Nonostante il coronavirus le esportazioni elvetiche sono cresciute in marzo, trascinate dal forte incremento del settore chimico-farmaceutico, che ha compensato l'arretramento nei restanti rami industriali.

L'export si è attestato a 19,0 miliardi, con una progressione del 2,2%, indica l'Amministrazione federale delle dogane (AFD) in un comunicato odierno.

La crescita delle esportazioni si è basata unicamente sull'avanzata dei prodotti chimico-farmaceutici, che mostrano un +14% (a 10,7 miliardi). Il comparto orologi segna -11% (a 1,5 miliardi), mentre le vendite all'estero di macchine ed elettronica sono crollate del 15% (a 2,2 miliardi).

Crollano, invece, le vendite di orologi svizzeri all'estero: in marzo le esportazioni si sono attestate a 1,36 miliardi di franchi, il 22% in meno dello stesso periodo dell'anno scorso. Ancora più forte è stata la flessione in termini di volumi, scesi a 902'000 pezzi, con un meno 43%.

Quest'ultimo dato è più rappresentativo del reale stato del mercato, afferma la Federazione dell'industria orologiera (FH) in un comunicato odierno. Un ulteriore deterioramento, sempre sulla scia del coronavirus, è inoltre atteso in aprile.

Accenti diversi offre l'andamento dell'export in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato un calo del 40% in termini di valore, la gamma 200-500 una flessione del 54%, il comparto 500-3000 un arretramento del 35% e la fascia oltre 3000 franchi un passo indietro del 13%.

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