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ITALIALunedì 70'000 veicoli pesanti non si muoveranno

13.03.22 - 20:59
Il motivo? Il boom del prezzo del carburante
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ITALIA
13.03.22 - 20:59
Lunedì 70'000 veicoli pesanti non si muoveranno
Il motivo? Il boom del prezzo del carburante
Il Codacons: «A rimetterci saranno anche i consumatori. Dal Governo arriva un immobilismo vergognoso»

ROMA - Lunedì, in Italia, almeno 70'000 veicoli pesanti rimarranno fermi ai box, per protestare contro l'abbandono del settore a fronte del boom dei prezzi del carburante.

Lo ha reso noto Trasportounito (l'Associazione Nazionale Autotrasportatori), secondo cui seppur non sia previsto alcuno sciopero, molte imprese hanno deciso di spegnere i motori.

Sulla base delle stime stilate dal gruppo, saranno circa 70'000 i mezzi pesanti che domani rimarranno fermi. Le imprese di autostrasporto lamentano l'impossibilità di far fronte da sole agli aumenti record nel costo del carburante.

«Solo grazie all’intervento in extremis di molte società della committenza, che hanno riconosciuto all’autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa, il numero dei mezzi che non partiranno non sarà di quattro volte maggiore», si legge in un comunicato odierno di Trasportounito.

L'associazione ci tiene quindi a ribadire che «non è mai stato proclamato un fermo nazionale», ma che ciascuna impresa «è libera di decidere se continuare o meno a sottostare ad obblighi contrattuali gravosi ovvero a subire ricatti operativi e finanziari».

«Immobilismo vergognoso del Governo»
A margine della protesta, il Codacons ha denunciato che una conseguenza potrebbe essere «un'ulteriore grave impennata dei prezzi al dettaglio». Come riportato dall'agenzia Ansa, il Presidente Carlo Rienzi ha dichiarato che «il blocco dell'autotrasporto avrà effetti diretti sulla collettività, sospendendo i rifornimenti di beni nel settore del commercio e portando ad una impennata dei listini al dettaglio nei negozi e nei supermercati».

«In tale situazione, dal Governo arriva un immobilismo vergognoso, e non si capisce cosa attenda l'esecutivo per azzerare immediatamente l'Iva su benzina e gasolio e ridurre le accise, anche in considerazione degli enormi guadagni incamerati dalle casse statali da novembre ad oggi grazie alla tassazione sui carburanti e alla crescita dei listini alla pompa» ha concluso Rienzi.

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