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Il presidente di Emirates teme le conseguenze della quarta ondata della pandemia.
EMIRATI ARABI UNITI
15.11.2021 - 06:000

La ripresa dell’aviazione civile è minacciata dalla quarta ondata della pandemia

«Abbiamo ogni sorta di preoccupazione su ciò che potrebbe accadere» afferma il presidente di Emirates

DUBAI - Il Dubai Air Show, che si è aperto ieri nella città degli Emirati Arabi Uniti, è stato atteso con trepidazione dagli addetti ai lavori del settore dell'aviazione civile. È la prima grande fiera che si svolge dall'inizio della pandemia, in un ambito che come pochi ha sofferto per le restrizioni imposte per limitare il contagio.

La minaccia quarta ondata - Ma l'orizzonte è ingombro di nuvole minacciose e c'è una possibile tempesta all'orizzonte, chiamata quarta ondata. Una minaccia identificata con chiarezza da Tim Clark, il presidente della compagnia aerea Emirates. «Vedo una quarta ondata in arrivo e abbiamo ogni sorta di preoccupazione su ciò che potrebbe accadere» ha dichiarato a Cnbc. «Dobbiamo guardarla molto attentamente, perché se i mercati europei – che hanno già iniziato ad aprirsi alla grande – iniziano ad andare dall’altra parte, dovremo affrontarlo. Ma ce ne occuperemo…» assicura Clark. «Siamo molto bravi a risolvere i problemi e faremo solo quello che dobbiamo fare».

La ripresa (e le carenze) - Guardando in casa Emirates, Clark parla di una significativa ripresa della domanda e del ritorno al profitto. «Ci stiamo riprendendo con un alto grado di, oserei dire, robustezza», ha spiegato. «La domanda sta tornando a un ritmo tale che francamente abbiamo difficoltà a fornire le risorse perché siamo a corto di piloti, siamo a corto di personale di bordo, siamo a corto di tutto. Ma la domanda non manca, è davvero una bella storia». Un ritorno alla normalità non è previsto prima della fine del 2022 o dell'inizio del 2023 aggiunge Clark, che non parla solo del Sars-CoV-2 ma anche dei problemi nelle catene di approvvigionamento delle materie prime e della carenza del personale.

Il costo del petrolio - L'alto costo attuale del petrolio non preoccupa eccessivamente il manager 71enne. «80 dollari - ci siamo già stati. Siamo stati molto più in alto di così, prima. Al momento, lo stiamo gestendo«. E in futuro? «Nessuno può indovinare cosa accadrà. Penso che avremo circa 15 mesi di turbolenza, ma andrà tutto bene».

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