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BMW ferma i suoi stabilimenti europei fino al 19 aprile
KEYSTONE
BMW ferma i suoi impianti europei per un mese.
GERMANIA
18.03.2020 - 11:120
Aggiornamento : 12:11

BMW ferma i suoi stabilimenti europei fino al 19 aprile

«Sono richieste solidarietà e azioni responsabili» ha dichiarato l'amministratore delegato Oliver Zipse

di Fabio Caironi
Giornalista
di Redazione
Ats Ans

BERLINO - BMW ha sospeso fino al 19 aprile le attività produttive nei suoi 12 stabilimenti in Europa. La data non è stata scelta a caso ma coincide con l'ultimo giorno del periodo di vacanze pasquali in Germania. 

Una misura drastica, ma che allinea il produttore bavarese con quanto deciso ieri da Daimler e Volkswagen (che però ha decretato uno stop di sole due settimane).

L'amministratore delegato Oliver Zipse ha dichiarato in conferenza streaming: «Sono richieste solidarietà e azioni responsabili. Il gruppo BMW sta rispondendo al prevedibile sviluppo della domanda sui mercati automobilistici globali adeguando in questa fase iniziale i volumi di produzione e facendo pieno uso della vasta gamma di strumenti disponibili per massimizzare la flessibilità». Si tratta, ha spiegato il presidente del consiglio di fabbrica Manfred Schoch, di orari di lavoro flessibili, smart working e lavoro a tempo ridotto come previsto dal regolamento aziendale.

L'elettrico non si ferma - Negli uffici e nella rete commerciale, Bmw prosegue nella strategia di rinnovamento ed elettrificazione della propria offerta.

Lo ha ribadito oggi il CEO del gruppo Oliver Zipse, confermando il programma di lanci e investimenti.

Entro la fine del 2021 Bmw offrirà cinque modelli di serie completamente elettrici, nell'ambito del programma che prevede - entro la fine del 2021 - più di un milione di veicoli con sistemi di propulsione ibridi plug-in o completamente elettrici sulle strade.

Utile in calo - Venendo a quelli che sono i risultati finanziari, il gruppo BMW ha ottenuto lo scorso anno una crescita nelle immatricolazioni complessive superiore a quella del 2018 (+2,2% contro +1,1%) e un nuovo record di 2.538.367 unità, così da superare per la prima volta, con ricavi per 104,210 miliardi, quota 100 (nel 2018 erano stati 96,855 e la crescita è stata dunque del + 7,6%).

Ma nel contempo c'è stata «una significativa riduzione del risultato finanziario» con un utile prima delle imposte sceso del 26,1% e un utile netto che si è contratto del 28,9%. L'utile prima delle imposte a 7,118 miliardi (era stato di 9,627 nel 2018) e un utile netto di 5,022 miliardi (nel 2018: 7,064).

Il ritorno sulle vendite al lordo delle imposte è sceso dal 9,9% del 2018 al 6,8% dello scorso anno. All'assemblea degli azionisti in calendario per il 14 maggio verrà proposta la distribuzione di un dividendo di 2,5 euro per azione, in calo rispetto ai 3,5 della gestione 2018. Riguardo al 2020 la società si aspetta un forte calo delle vendite dovuto al coronavirus.

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