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Il Senato salva in extremis gli Usa dalla catastrofe economica

Dopo l'ok della Camera al disegno di legge di sforamento del debito è arrivato il secondo sì necessario all'iter legislativo.
Reuters
Joe Biden e lo Speaker della Camera, Kevin McCarthy
Il Senato salva in extremis gli Usa dalla catastrofe economica
Dopo l'ok della Camera al disegno di legge di sforamento del debito è arrivato il secondo sì necessario all'iter legislativo.
WASHINGTON - Dopo l'ok della Camera (314 sì e 117 no) è arrivata, nella serata americana di ieri, anche l'approvazione del Senato (63 voti contro 36) al disegno di legge per la sospensione del tetto al debito, fino a gennaio 2025. ...

WASHINGTON - Dopo l'ok della Camera (314 sì e 117 no) è arrivata, nella serata americana di ieri, anche l'approvazione del Senato (63 voti contro 36) al disegno di legge per la sospensione del tetto al debito, fino a gennaio 2025. Manca ora solo la firma definitiva del presidente Biden ma gli Usa possono tirare un respiro di sollievo: è per ora scongiurato il rischio fallimento dello Stato.

Il 5 giugno infatti era stata indicata dalla segretaria al Tesoro americano, Janet Yellen, come scadenza per scongiurare la catastrofe economica: Il Tesoro aveva fatto sapere che, se non si fosse chiuso l'iter legislativo in pochi giorni, non sarebbe stato «più in grado di pagare integralmente e puntualmente». 

Biden, che ora firmerà il testo per convertirlo in legge, ha esultato in un tweet: «Non vedo l'ora di firmare questo disegno di legge il prima possibile». E mentre per la serata di oggi si attende anche un suo discorso alla Nazione, l'inquilino della Casa Bianca ha già anticipato che «questo accordo bipartisan è una grande vittoria per la nostra economia e il popolo americano. Il nostro lavoro è tutt'altro che finito».

Il retroscena - Quanto la situazione fosse grave lo aveva rivelato in questi giorni un retroscena: Washington, attraverso due consulenti legali, in caso di pericolose lungaggini legislative stava studiando come aggirare il Congresso e invocare il 14-esimo emendamento della Costituzione, quando stabilisce che la solidità del debito pubblico «non deve essere messa in discussione».

 

 

 

 

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