keystone-sda.ch (Daniel Leal)
REGNO UNITO
14.11.2021 - 19:080

«Un voto alla CoP? Un sei abbondante su dieci»

Le parole di Boris Johnson in conferenza stampa dopo l'accordo di Glasgow: «Il carbone è condannato a morte».

Secondo il premier è «il genere di accordo rivoluzionario che il mondo aveva bisogno di vedere». La situazione resta delicata ma «sono più ottimista».

LONDRA - La CoP26 ha fatto «suonare la campana a morto per l'energia a carbone». Parola di Boris Johnson, che pochi minuti fa ha commentato - in una conferenza stampa al numero 10 di Downing Street - l'esito del summit di Glasgow. E lo ha fatto con toni carichi di entusiasmo parlando di un'intesa di portata storica. «Il genere di accordo rivoluzionario che il mondo aveva bisogno di vedere».

La conferenza, ha proseguito, «ha segnato l'inizio della fine per il carbone» dato che «per la prima volta» ne è scaturito «un obbligo di ridurre» il suo utilizzo. A margine però, il premier non ha nascosto un certo «retrogusto di delusione» per "l'annacquamento" subito dall'accordo all'ultimo minuto, dovuto al passo indietro dell'India. «Si può trattare, si può persuadere, si può incoraggiare, ma non possiamo forzare Paesi sovrani a fare ciò che non hanno intenzione di fare».

Per Johnson, la CoP26 è tuttavia riuscita nel suo intento di rallentare il passo del riscaldamento climatico, che resta in ogni caso «troppo elevato». In altre parole, ha detto il premier, «stiamo andando nella giusta direzione». E l'obiettivo di limitare l'aumento a 1.5 gradi centigradi è di conseguenza ancora fattibile. La CoP «non sarebbe mai stata in grado di fermare il cambiamento climatico da sola», ma «ci ha dato gli strumenti» per farlo. E il successo di questo percorso dipenderà da quanto i Paesi rispetteranno i propri impegni.

Quando l'accordo ha rischiato di non concludersi
A fianco del premier ha preso quindi la parola il presidente della CoP, Alok Sharma, che ha sottolineato a sua volta il peso storico dell'accordo. Fino a qualche settimana fa, ha spiegato, nessuno pensava che si sarebbe stati in grado di includere la parola carbone nell'intesa. Un'intesa che ha rischiato di non concludersi. «Posso dirvi che c'è stata un'ora in cui ho veramente pensato che non saremmo riusciti a concludere l'accordo entro il traguardo», ha confermato Sharma.

E la mente va subito a quella fase dei negoziati, ieri pomeriggio, in cui Cina e India hanno puntato i piedi proprio sulla questione carbone. «Hanno deluso?», chiede qualcuno nella sala stampa. «Dovranno dare le proprie spiegazioni» a quei Paesi in via di sviluppo che sono maggiormente colpiti dalla crisi climatica, ha replicato Sharma.

Manca sempre un minuto a mezzanotte
Al netto dell'entusiasmo per la metà piena del bicchiere, Johnson ha ribadito che la situazione rimane critica. Sarebbe un «errore fatale» pensare il contrario, ma con questo cambio di passo ha affermato di essere più ottimista. Volendo dare un voto alla CoP? «Un sei abbondante su dieci».

Commenti
 
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byron2007 3 sett fa su tio
E davano del matto a Don Chisciotte perché voleva fermare i mulini a vento. Questi vogliono cambiare le leggi dell'Universo. il business del clima è un complotto, non il COVID
Wunder-Baum 3 sett fa su tio
quanto e' costato il tutto ?
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