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GUERRA IN UCRAINA

Alla fine era un «messaggio falso»

Si è concluso lo stato di allarme scattato in Ucraina per un un presunto imminente attacco aereo. Il GUR accusa Mosca: «Attacco psicologico»
Alla fine era un «messaggio falso»
keystone-sda.ch (MARIA SENOVILLA)
Fonte ats
Alla fine era un «messaggio falso»
Si è concluso lo stato di allarme scattato in Ucraina per un un presunto imminente attacco aereo. Il GUR accusa Mosca: «Attacco psicologico»
KIEV - Mentre è rientrato l'allarme aereo scattato su Kiev e su altre regioni dell'Ucraina, l'intelligence militare del GUR ha accusato la Russia di «portare avanti un massiccio attacco informativo e psicologico contro l'Ucraina», dove si teme l'a...

KIEV - Mentre è rientrato l'allarme aereo scattato su Kiev e su altre regioni dell'Ucraina, l'intelligence militare del GUR ha accusato la Russia di «portare avanti un massiccio attacco informativo e psicologico contro l'Ucraina», dove si teme l'arrivo di un «possibile attacco aereo significativo».

Secondo il GUR, profili sulle reti sociali hanno diffuso oggi un messaggio attribuito all'intelligence militare «sulla minaccia di un attacco missilistico 'particolarmente massiccio' contro le città ucraine».

«Questo messaggio è falso, contiene errori grammaticali tipici delle informazioni russe e delle operazioni psicologiche», afferma il servizio ucraino sui social. «Il nemico, incapace di sottomettere gli ucraini con la forza, ricorre a misure di intimidazione e pressione psicologica sulla società. Si prega di essere vigili», sottolinea ancora il GUR.

Intanto un portavoce del ministero degli esteri ucraino ha criticato la decisione di alcune ambasciate occidentali a Kiev di chiudere per i timori di un possibile attacco aereo significativo, affermando che la minaccia russa è la stessa ogni giorno dall'inizio dell'invasione nel febbraio 2022.

«La minaccia di attacchi (...) è purtroppo una realtà quotidiana per gli ucraini da più di mille giorni», ha dichiarato in un comunicato invitando gli occidentali a non alimentare la «tensione» con la chiusura delle loro sedi diplomatiche.

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