Beirut, raid israeliani sulla roccaforte di Hezbollah

La serie di attacchi è stata confermata dall'Idf. L'Iran avverte Israele, «riceverete la giusta punizione»
BEIRUT - L'agenzia ufficiale libanese riferisce di una serie di attacchi israeliani nella periferia sud di Beirut. Nel sobborgo è situato il quartier generale di Hezbollah.
Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) Daniel Hagari ha dichiarato che il quartier generale centrale di Hezbollah, situato sotto un edificio residenziale nel quartiere Dahiya a Beirut, è stato colpito questa sera.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo essere stato informato dell'attacco a Beirut, ha abbandonato in tutta fretta il briefing con i giornalisti a New York.
L'Iran avverte Israele, «riceverete la giusta punizione» - L'ambasciata iraniana in Libano ha condannato in serata gli intensi attacchi israeliani contro la roccaforte di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut, avvertendo di una «pericolosa escalation» in Medio Oriente.
«Questo crimine riprovevole rappresenta una pericolosa escalation che cambia le regole del gioco», ha scritto l'ambasciata iraniana su X, aggiungendo che Israele «riceverà la punizione adeguata». E il New York Times ha riferito che la guida suprema dell'Iran Ali Khamenei ha convocato una riunione d'emergenza del Consiglio supremo di sicurezza nazionale nella sua residenza. L'incontro riguarda la risposta di Teheran all'attacco israeliano a Hassan Nasrallah.
Gli Usa prendono le distanze - Intanto la portavoce del Pentagono Sabrina Singh ha fatto sapere che «gli Stati Uniti non sono coinvolti in questa operazione e non avevano avuto preavviso». Aggiungendo che il capo del Pentagono Lloyd Austin ha parlato con il suo omologo israeliano Yoav Gallant mentre l'operazione era già in corso.
Nel frattempo, secondo un primo bilancio ufficiale delle autorità libanesi dopo il raid israeliano a Beirut vi sarebbero almeno due morti e 76 feriti.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!