«Vinceremo con il coraggio e la determinazione dei nostri combattenti»

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu fa il punto sull'invio delle armi Usa, auspicando una soluzione a breve.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu fa il punto sull'invio delle armi Usa, auspicando una soluzione a breve.
TEL AVIV - Alla luce di quanto sentito negli ultimi giorni, il premier israeliano Benyamin Netanyahu spera che l'invio di armi da parte degli Usa «sia risolto nel prossimo futuro».
«Ma vorrei sottolineare, e l'ho detto anche ai nostri amici americani - ha dichiarato il primo ministro nella seduta di governo a Gerusalemme - che abbiamo un mezzo e questo ha sempre fatto pendere l'ago della bilancia: il coraggio e la determinazione dei nostri combattenti, e con quest'arma vinceremo».
Netanyahu ha quindi ribadito che nella polemica con gli Usa - innescata dal suo video di critica all'amministrazione Biden - egli è «pronto a subire attacchi personali per il bene della sicurezza di Israele».
Dopo aver ringraziato gli Usa per il sostegno dato finora a Israele, il premier ha spiegato che «circa 4 mesi fa si è verificato un drammatico calo nella fornitura di armamenti in arrivo dagli Stati Uniti a Israele. Per settimane abbiamo chiesto ai nostri amici americani di accelerare le spedizioni. Lo abbiamo fatto più e più volte, e a tutti i livelli, e ci tengo a sottolinearlo, lo abbiamo fatto in riunioni chiuse. Abbiamo ricevuto ogni tipo di spiegazione, ma una cosa non l'abbiamo ottenuta: la situazione di base non è cambiata».
«Dopo mesi in cui questa situazione non era cambiata, ho deciso - ha proseguito - di darle un'espressione pubblica. L'ho fatto basandomi su anni di esperienza e sapendo che questo passaggio è essenziale».
«Mi aspettavo che ciò comportasse attacchi personali contro di me dal mio paese e dall'estero, come è successo quando mi sono opposto all'accordo sul nucleare con l'Iran, come è successo e continua a succedere quando mi sono opposto più e più volte alla creazione di uno Stato terrorista palestinese, e come è sta accadendo ora, quando mi oppongo alla fine della guerra lasciando intatta Hamas».





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