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SUD SUDANRapimenti, stupri, morti. La difficile conta del Sud Sudan

01.12.23 - 16:52
Decine di migliaia di persone sono sfollate a causa delle violenze tra i gruppi armati
Getty
Fonte Ats ans
Rapimenti, stupri, morti. La difficile conta del Sud Sudan
Decine di migliaia di persone sono sfollate a causa delle violenze tra i gruppi armati

GIUBA - Sono quasi 600 i civili uccisi negli scontri scoppiati in Sud Sudan tra agosto e dicembre dello scorso anno: lo ha reso noto l'Onu, accusando le milizie di schiavitù sessuale e attacchi indiscriminati. Decine di migliaia di persone nello Stato dell'Alto Nilo, ubicato a nord, sono state sfollate dalle violenze tra i gruppi armati.

Secondo la missione dell'Onu nel Paese africano (Unmiss) e l'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani, gli ispettori hanno documentato «attacchi indiscriminati, rapimenti, violenze sessuali tra le quali lo stupro, stupri di gruppo e schiavitù sessuale, nonché il reclutamento e il ricorso ai bambini nelle ostilità delle parti in conflitto».

«Unmiss e l'Alto commissariato dell'Onu per i diritti umani hanno documentato almeno 884 vittime civili, di cui 594 sono state uccise e 290 ferite. Inoltre, 258 sono state rapite e 75 donne e ragazze hanno subito violenze sessuali», hanno proseguito in un comunicato congiunto con il riassunto delle conclusioni.

Oltre 62 mila civili sono stati sfollati a causa degli scontri, aggiunge il rapporto, identificando «almeno 22 individui che possono essere i maggiori responsabili di queste violazioni». L'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha chiesto al governo di agire immediatamente per assicurare alla giustizia gli autori degli abusi: «L'impunità perpetuerà soltanto la precaria situazione dei diritti umani nel Paese», ha aggiunto.

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