Jeffrey Epstein, la spia del Mossad

A sostenerlo un nuovo articolo del britannico Times che ha trovato riferimenti all'intelligence israeliana nei “files” resi pubblici settimana scorsa.
LONDRA - Tornano a fare capolino i sospetti secondo cui il defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein sia stato a suo tempo alle dipendenze del Mossad, rilanciati da un articolo del britannico Times basato sui file relativi allo scandalo del finanziere pubblicati negli Usa.
Tra i milioni di documenti emersi figura un rapporto dell'Fbi risalente all'ottobre 2020 che cita una fonte confidenziale convinta che Epstein fosse «un agente cooptato» dai servizi segreti israeliani.
Il rapporto dell'ufficio di Los Angeles sostiene che il finanziere era stato "addestrato come spia" per il Mossad, con presunti legami ai servizi di intelligence statunitensi e alleati tramite il suo avvocato personale Alan Dershowitz, professore di legge ad Harvard.
I file rivelano anche messaggi scambiati nel marzo 2017 tra Epstein e Deepak Chopra, guru della medicina alternativa indiano-americano. Quest'ultimo invitava Epstein a Tel Aviv per un evento pubblico: «Vieni in Israele con noi. Rilassati e divertiti con persone interessanti», scriveva Chopra, aggiungendo «porta le tue ragazze».
La risposta di Epstein fu netta: «Un'altra location. Non mi piace Israele. Per niente». Le teorie su un possibile ruolo di Epstein per servizi segreti stranieri, come si legge sul Times, stanno guadagnando attenzione negli Stati Uniti, promosse in particolare dal controverso anchorman americano Tucker Carlson e da altri media.



