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TERREMOTO IN TURCHIA E SIRIA

Decine di corpi giacciono ammucchiati uno sopra l'altro su una fila di camion

Lunghe file di cadaveri sono ammassate negli stadi e nei parcheggi, per permettere ai parenti d'identificarli
Decine di corpi giacciono ammucchiati uno sopra l'altro su una fila di camion
keystone-sda.ch / STF (Hussein Malla)
Fonte Ats Ans
Decine di corpi giacciono ammucchiati uno sopra l'altro su una fila di camion
Lunghe file di cadaveri sono ammassate negli stadi e nei parcheggi, per permettere ai parenti d'identificarli
ANKARA - Al cimitero di Nurdagi, nella provincia turca di Gaziantep, al confine con la Siria, presto non ci sarà più posto per i morti. Troppe le vittime del sisma di magnitudo 7.8 che ha colpito entrambi i Paesi appena quattro giorni f...

ANKARA - Al cimitero di Nurdagi, nella provincia turca di Gaziantep, al confine con la Siria, presto non ci sarà più posto per i morti. Troppe le vittime del sisma di magnitudo 7.8 che ha colpito entrambi i Paesi appena quattro giorni fa provocando oltre 22mila vittime accertate. Secondo un reportage del Guardian, le tombe appena scavate sono contrassegnate da lapidi vuote, con solo pezzi di stoffa strappata raccolti dai vestiti delle vittime per identificarli.

Sulla strada davanti al cimitero, decine di corpi giacciono ammucchiati uno sopra l'altro su una fila di camion, aspettando di essere seppelliti. In attesa dell'arrivo dei medici legali e dei procuratori, gli abitanti di alcune città della Turchia hanno ammassato i corpi negli stadi o nei parcheggi per dare ai parenti l'opportunità di identificare rapidamente i loro cari prima che venga rilasciato un certificato di morte. Almeno cinque imam si sono precipitati a Nurdagi per officiare i funerali di massa, a volte per ben 10 vittime contemporaneamente.

«Ho perso il conto dei corpi che abbiamo seppellito da lunedì», ha detto Sadõk Güneş, un imam di Nurdaği. «Abbiamo costruito un'estensione del cimitero. Ci sono ancora persone sotto le macerie. Seppelliremo anche quelle una volta recuperate. Stiamo sotterrando i corpi anche a tarda notte con l'aiuto dei cittadini che vengono ad aiutarci».

Stesso scenario nel distretto di Afrin, nel nordest della Siria dove un cimitero è stato ampliato con le sepolture di massa nelle fosse comuni.
 
 

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