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MONDODa Heysel a Bolton, le stragi più sanguinose negli stadi

02.10.22 - 18:04
Nel 1964 un annullamento di un goal dell'Argentina scatenò una rivolta in cui morirono 328 persone
Afp
Fonte Ats
Da Heysel a Bolton, le stragi più sanguinose negli stadi
Nel 1964 un annullamento di un goal dell'Argentina scatenò una rivolta in cui morirono 328 persone

MONDO - Heysel. Hillsborough. Ibrox. Port Said. Ci sono stadi e città che rimangono nella memoria del calcio, dolorosamente e per sempre, per le loro tragedie a ogni latitudine e in ogni epoca. Quella di Malang, in Indonesia, è infatti solo l'ultima di una lunga serie di lutti attorno a una partita e diventa una delle peggiori per numero dei morti.

Era il 1946, primo dopoguerra, quando a Bolton in Inghilterra feroci scontri tra tifoserie portarono a 33 morti e 500 feriti. Ancora più pesante, nel 1964, il bilancio degli scontri tra polizia e tifosi del Perù, a Lima, all'annullamento di un gol contro l'Argentina nel torneo preolimpico: da l'invasione di due soli tifosi si scatenò una sequenza nefasta, finita con lancio di lacrimogeni sugli spalti, calche, e un bilancio pesantissimo: 328 i morti, 1000 i feriti.

Data 1968, e ancora in Sudamerica, la prima tragedia causata dalla calca e dal panico: durante il Superclassico di Buenos-Aires tra Boca Juniors e River Plate allo stadio Monumental muoiono 71 tifosi schiacciati al cancello 12, che darà il nome a una tragedia a seguito della quale negli stadi argentini i cancelli saranno identificati con una lettera, mai più con un numero.

Nel 1971 a IBROX, durante il derby di Glasgow tra Rangers e Celtic sono 66 morti, tra cui molti bambini, sulla scalinata della curva Rangers dove i tifosi in uscita si accalcarono con quelli che stavano rientrando alla notizia del gol del pari finale. Ma poiché la storia non insegna e si ripete, analoga dinamica allo stadio Luzniki di Mosca, nel 1982, durante Spartak-Haarlem. La fuga dei tifosi russi verso l'unica uscita, il rientro a un gol, il crollo della scalinata, e si contano 72 morti.

Il 1985 è l'anno orribile. L'11 maggio a Bradford, in Inghilterra, una partita di terza divisione tra Bradford e Lincoln City, diventa palcoscenico orrendo di un incendio in pochi minuti che devasta le tribune di legno, costringendo il pubblico a fuggire sul campo, in assenza di estintori. Morirono 56 persone e ne rimasero ferite 265. Il 29 dello stesso mese, identico anno, la madre di tutte le tragedie, un nome e un ricordo impossibile da cancellare: Heysel. A Bruxelles sono 39 i morti, per la maggior parte tifosi italiani, schiacciati dagli hooligans inglesi prima della finale di Coppa Campioni Juve-Liverpool, col crollo del muro del settore Z.

E anche in questo caso la storia, anzi la tragedia, ha un bis luttuoso. È il 1989 quando Liverpool-Nottingham di Coppa d'Inghilterra, allo stadio Hillsborough di Sheffield, provoca 95 morti e oltre 200 feriti per lo schiacciamento contro il muro di un settore provocato dalla calca.

Nel 1996, allo stadio Flores di Città del Guatemala sono 83 i morti per la calca in Guatemala-Costarica, qualificazione ai mondiali '98: la stadio può contenere 38 mila spettatori, i biglietti venduti sono 47 mila. Infine, il 2012, Port Said: gli scontri tra tifosi dell'Al Ahly e l'Al Marsy ha sullo sfondo la primavera araba e la rivolta popolare che scuote l'Egitto: negli scontri tra tifosi, altamente politicizzati, e polizia alla fine i morti saranno 74.

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