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IRANUccisione di Soleimani, l'Iran vuole arrestare Donald Trump

29.06.20 - 14:13
Sono 36 le persone nel mirino delle autorità giudiziarie di Teheran, in cima alla lista c'è il presidente Usa
keystone-sda.ch / STF (Evan Vucci)
L'Iran ha spiccato un mandato di arresto contro Donald Trump per l'assassinio del generale Soleimani.
L'Iran ha spiccato un mandato di arresto contro Donald Trump per l'assassinio del generale Soleimani.
Fonte Ats Ans
Uccisione di Soleimani, l'Iran vuole arrestare Donald Trump
Sono 36 le persone nel mirino delle autorità giudiziarie di Teheran, in cima alla lista c'è il presidente Usa

TEHERAN - L'Iran ha emesso mandati d'arresto per 36 cittadini di Stati Uniti e altri Paesi, incluso il presidente americano Donald Trump, con l'accusa di aver ordinato, preparato o attuato l'uccisione il 3 gennaio scorso a Baghdad del generale Qassem Soleimani, comandante delle forze Qods dei Pasdaran.

Lo ha annunciato il procuratore di Teheran, Alghasi Mehr, citato dall'agenzia iraniana Fars.

«La magistratura iraniana ha emesso una "allerta rossa" all'Interpol per le 36 persone ricercate, che sono figure politiche e militari. Queste persone - ha dichiarato il procuratore di Teheran - sono condannate per "omicidio" e "terrorismo". Il presidente Donald Trump è in cima alla lista e continuerà a essere perseguito anche al termine del suo mandato presidenziale».

«Gli Stati Uniti e alcuni altri Paesi coinvolti» nell'uccisione di Soleimani, «compreso l'Iraq» dove è avvenuto «questo crimine contro la sicurezza nazionale e la sovranità dell'Iran, dovranno pagare per le loro azioni contro il diritto internazionale». Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri di Teheran, Mohsen Baharvand.

«L'Iran li perseguirà attraverso le organizzazioni internazionali», ha dichiarato, prima di aggiungere che «presto altri americani, che hanno operato i droni» impiegati nell'operazione Usa, «saranno identificati e subiranno un mandato d'arresto».

La risposta Usa - Il mandato d'arresto iraniano per il presidente Donald Trump è «una trovata propagandistica che nessuno prende seriamente»: lo ha detto l'inviato speciale Usa per l'Iran Brian Hook.

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