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Nell'attacco sarebbero morti anche 5 membri del movimento iracheno.
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IRAQ
03.01.2020 - 06:300
Aggiornamento : 09:30

Raid su Baghdad: 8 morti. Il Pentagono: «Ordine di Trump»

Ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Gli USA: «Azione per proteggere la nostra gente e i nostri interessi». Teheran: «Ci vendicheremo»

BAGHDAD - Il fronte fra Washington e Teheran si fa sempre più rovente. Nella notte, il presidente americano Donald Trump ha ordinato un raid notturno sull’aeroporto di Baghdad, nel quale sono rimasti uccisi il generale iraniano Qassem Soleimani e altre 7 persone. Il Pentagono ha parlato di «un’azione difensiva decisa», attuata con l’obiettivo di proteggere i propri cittadini all’estero e, più in generale, i propri interessi nel mondo.

Attorno alla mezzanotte, alcuni missili hanno distrutto un convoglio delle Forze di mobilitazione popolare irachene che stava scortando verso lo scalo una delegazione dei Guardiani della rivoluzione iraniani. Nel raid, oltre a Soleimani, è rimasto ucciso anche Abu Mahdi al-Muhandis, vice-comandante delle Forze di Mobilitazione Popolare.

Secondo il Dipartimento della Difesa americano, Soleimani è responsabile di aver «attivamente pianificato» attacchi contro diplomatici statunitensi in Iraq. Una mossa inattesa, quella ordinata di Trump, che segna un’ulteriore escalation nelle tensioni fra i due Paesi.

«Un atto di terrorismo internazionale» - La morte del generale Soleimani - considerato una figura quasi leggendaria, nonché il regista della riorganizzazione sciita - è stata confermata anche da Teheran, che ha duramente condannato l’accaduto. Il ministro degli affari esteri Javad Zarif lo ha definito «un atto di terrorismo internazionale». Un «avventurismo disonesto» di cui gli Stati Uniti dovranno «assumersi la responsabilità».

«Dinamite in una polveriera» - Qualche critica alla mossa di Trump si è sollevata anche all'interno dei confini americani. Il candidato alla Casa Bianca Joe Biden - seppur sottolineando che «nessun americano piangerà» per la morte di Soleimani -, ha parlato di una mossa di forte escalation in una regione già molto pericolosa: «Il presidente Trump ha gettato un candelotto di dinamite in una polveriera».

Pompeo pubblica video iracheni in festa - Gli «iracheni ballano in strada per la libertà: grati che il generale Soleimani non ci sia più»: lo scrive su Twitter il segretario di Stato americano Mike Pompeo, che pubblica un video in cui si vede un corteo di persone correre lungo una strada reggendo tra le mani - sopra la testa - una lunga bandiera irachena.

«L'America ha spalancato le porte dell'inferno» - «Il gen. Qassem Soleimani è stato ucciso dal nemico americano-sionista mentre si trovava al fronte. Ci stringeremo tutti assieme contro questa aggressione»: lo ha affermato la Jihad islamica palestinese.

Un esponente di Hamas, Bassem Naim, ha avvertito che la sua scomparsa rischia di destabilizzare la Regione.

Espressioni di cordoglio sono giunte anche dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina. «Soleimani era un leader che amava combattere sul terreno - ha affermato in un comunicato. - Si era schierato con la resistenza in Palestina, in Libano, nello Yemen ed ovunque. Con questa uccisione - aggiunge il Fronte popolare - l'America ha spalancato le porte dell'inferno».

Israele annuncia consultazioni al Ministero della difesa - Il Ministro della difesa israeliano Naftali Bennett ha convocato stamane consultazioni nel ministero per esaminare, assieme con il capo di Stato maggiore, il generale Aviv Kochavi, le ripercussioni regionali e nei confronti di Israele della uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. Lo ha riferito la radio militare.

Secondo l'intelligence israeliana Soleimani aveva avuto un ruolo di primo piano nel progressivo potenziamento militare degli Hezbollah libanesi e delle ali militari di Hamas e della Jihad islamica a Gaza, nonché nella penetrazione militare iraniana in Siria.

«Ci vendicheremo contro gli Stati Uniti» - «Gli iraniani e altre nazioni libere del mondo si vendicheranno senza dubbio contro gli Usa criminali per l'uccisione del generale Qassen Soleimani»: lo ha detto oggi il presidente iraniano Hassan Rohani, secondo quanto riporta l'agenzia stampa IRNA.

L'attacco, ha sottolineato, rafforza la determinazione dell'Iran di resistere e affrontare le eccessive richieste degli Stati Uniti.

«Tale atto malizioso e codardo è un'altra indicazione della frustrazione e dell'incapacità degli Stati Uniti nella regione per l'odio delle nazioni regionali verso il suo regime aggressivo - ha proseguito -. Il regime americano, ignorando tutte le norme umane e internazionali, ha aggiunto un'altra vergogna al record miserabile di quel Paese».

Moqtada al-Sadr ai suoi combattenti: «Tenetevi pronti» - Il leader sciita iracheno Moqtada al-Sadr ha dato oggi l'ordine ai suoi combattenti di «tenersi pronti», riattivando così la sua milizia ufficialmente dissolta da quasi un decennio e che aveva seminato il terrore tra le fila dei soldati americani in Iraq.

Moqtada al-Sadr ha postato l'annuncio su Twitter poche ore dopo l'assassinio a Baghdad da parte degli Stati uniti del generale iraniano Qassem Soleimani.

Dalla Cina un appello a calma rivolto «specialmente agli Stati Uniti» - La Cina ha fatto appello alla calma e alla misura, da tutte le parti in causa «specialmente gli Stati Uniti», dopo l'uccisione in Iraq del generale iraniano.

«Facciamo appello alle parti coinvolte, specialmente gli Stati Uniti, affinché si mantenga la calma e si eserciti la misura per evitare un'ulteriore escalation delle tensioni», ha detto il portavoce del ministero cinese degli Esteri, Geng Shuang, durante un briefing con la stampa.


 
 

 

 


 
 

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