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SVIZZERA / ITALIA
28.02.2017 - 12:290
Aggiornamento : 14:47

Dj Fabo se n’è andato, il suo “angelo custode” ora rischia 12 anni

Marco Cappato, dell'Associazione Luca Coscioni, ha accompagnato il 39enne in Svizzera a compiere il suicidio assistito

ZURIGO / ROMA - Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo, 39enne rimasto cieco e tetraplegico a seguito di un terrificante incidente stradale, si è spento alle 11.40 di lunedì 27 febbraio in Svizzera, accompagnato da Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni. Una persona che «ringrazierò fino alla morte» aveva dichiarato ieri lo stesso Antoniani, arrivato finalmente in Svizzera, a poche ore da quello che sarebbe stato il suo ultimo viaggio, e che ora rischia.

Il tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni lo sapeva bene, tanto che al rientro dal viaggio in Svizzera ha affidato ad un tweet le sue intenzione, avvisando i suoi follower che nella giornata di martedì sarebbe andato «a raccontare alle forze dell’ordine come ho aiutato Fabo». Cappato intende «autodenunciarsi» ai Carabinieri di Milano, e lo farà alle 14.45 di martedì 28 febbraio.

«Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo», ha twittato l’angelo custode di Dj Fabo, che in base a quanto stabilito dall’articolo 580 del codice penale italiano, rischia ora una reclusione da 5 a 12 anni per aver agevolato la morte del 39enne.

Un destino che Cappato non sembra però temere, come testimoniato dall’hashtag incluso nel suo “cinguettiò” di autodenuncia: #liberofinoallafine.

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