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31.01.2015 - 13:090
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica italiana

Il traguardo è stato accolto in aula da un lungo applauso

ROMA - Sergio Mattarella sarà il nuovo presidente della Repubblica italiana. Il candidato proposto dal Partito democratico (Pd) ha infatti superato il quorum di 505 voti. Un applauso si è levato dai banchi del Pd nell'Aula di Montecitorio a segnare il raggiungimento del quorum da parte di Mattarella.

Tutta l'Aula della Camera si è poi alzata in piedi, tranne Movimento 5 stelle e Lega, ad applaudire Mattarella.

Sergio Mattarella (Palermo, 23 luglio 1941) è avvocato, professore universitario, giudice della Corte Costituzionale dall'ottobre 2011, eletto dal Parlamento. Deputato dal 1983 al 2008, ha fatto parte della Commissione Affari esteri, della Commissione Affari costituzionali, della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali (1992, presidenza De Mita-Iotti e 1996 presidenza D'Alema), della Commissione d'inchiesta sul terrorismo e di quella sulla mafia, della commissione parlamentare per le questioni regionali; ha presieduto il Comitato per la Legislazione e la Commissione giurisdizionale per il personale.

Nel 1993 è stato estensore e relatore della legge elettorale maggioritaria in vigore fino al dicembre 2005. Dal maggio 1996 all'ottobre 1998 è stato presidente del Gruppo parlamentare dei Popolari e democratici. Ministro per i Rapporti con il Parlamento nei governi Goria e De Mita (1987-1989): sono di quel periodo la riforma dell'ordinamento della Presidenza del Consiglio e l'abolizione dell'ordinarietà del voto segreto in Parlamento.

Ministro della Pubblica Istruzione nel governo Andreotti (luglio 1989), si è dimesso nel luglio 1990 in dissenso rispetto alla legge sulle emittenze televisive. Durante il suo mandato, tra l'altro, si è svolta la Conferenza nazionale della scuola (gennaio-febbraio '90) ed è stata approvata la riforma della scuola elementare. Dall'ottobre 1998 è stato Vice Presidente del Consiglio nel primo governo D'Alema, con la delega per i servizi di sicurezza.

Dal dicembre 1999 al giugno del 2001 è stato Ministro nella Difesa (secondo governo D'Alema e governo Amato). Durante il suo mandato, tra l'altro, sono stati approvati il decreto, del 5 novembre 2000, che ha trasformato l'Arma dei Carabinieri in Forza armata autonoma e la legge del 24 novembre 2000, che ha abolito il servizio militare obbligatorio. Sono di quel periodo la ampia partecipazione alle missioni di pace realizzata dall'Italia, con l'apprezzamento dell'ONU, il contributo allo sviluppo della politica europea di sicurezza e difesa comune, con la formazione del Comitato militare e dello Stato Maggiore dell'UE e la decisione del Consiglio europeo dei ministri della Difesa della Unione Europea di costituire un Corpo d'armata comune per interventi di mantenimento della pace e di gestione delle crisi.

Più volte componente della Direzione della Democrazia Cristiana (DC), dall'ottobre 1992 al luglio 1994 è stato direttore politico de "Il Popolo". Dal novembre 1984 al luglio 1988 commissario straordinario della DC di Palermo fu parte della stagione politica passata alle cronache come "Primavera di Palermo" con la formazione di giunte comunali innovative.

 

Ecco il risultato finale della votazione:

- Presenti e votanti, 995

- Quorum, 505

Hanno ricevuto voti:

- Mattarella, 665

- Imposimato, 127

- Feltri, 46

- Rodotà, 17

- Bonino, 2

- Martino, 2

- Napolitano, 2

- Prodi, 2.

Voti dispersi, 14, 105 schede bianche. 13 schede nulle.

 

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