Ricostruire l'Ucraina con i beni congelati alla Russia?

Il sostegno finanziario per Kiev vede un orizzonte incerto. E l'idea sta prendendo piede, negli Stati Uniti come (in parte) in Europa
E se i beni russi congelati dalle sanzioni venissero destinati alla ricostruzione dell'Ucraina? La suggestione, a lungo rimasta tale, sembra stia prendendo forma con gli Stati Uniti che, secondo quanto scrive ForeignPolicy, hanno iniziato a ragionare in questa direzione.
Cifre alla mano, se si sommano gli asset russi che sono stati bloccati dall'inizio della guerra nell'ex repubblica sovietica quasi due anni fa, tra il Paese a stelle e strisce e l'Europa ci sono in ballo qualcosa come 300 miliardi di dollari. Sull'altro piatto della bilancia, quello dei danni subiti dall'Ucraina, la Banca Mondiale aveva stimato nel marzo dello scorso anno un valore pari a 411 miliardi di dollari. A distanza di mesi non è difficile immaginare come la cifra in questione, dopo un altro anno di guerra di logoramento, possa essersi evoluta.
A far riconsiderare la questione - che inizialmente era stata scartata dalle autorità americane per questioni legali - è quell'orizzonte incerto con cui, tanto negli States quanto nel Vecchio continente, è ora confrontato il sostegno finanziario per Kiev. Stando al Kiel Institute for the World Economy, Washington - fino all'autunno dell'anno scorso - aveva destinato al governo ucraino pacchetti di aiuti per un valore di oltre 70 miliardi di euro. Altri 85 miliardi sono arrivati dall'Unione Europea. E così gli Stati Uniti ora valutano la questione. E non solo loro.
La scorsa settimana, il Senato americano ha presentato una legge - il Rebuilding Economic Prosperity and Opportunity for Ukrainians Act - per autorizzare la confisca dei fondi statali russi congelati. Il Canada sta lavorando a un disegno di legge simile, mentre Bruxelles, in linea di massima, ha approvato l'idea di attingere agli interessi maturati sui beni di Mosca messi sotto ghiaccio. Anche Londra non fa eccezione. «Dobbiamo essere pronti a pensare in modo innovativo a come utilizzare queste risorse per aiutare l'Ucraina», aveva detto il Segretario di Stato per gli affari esteri britannico, David Cameron, in occasione del recente World Economic Forum di Davos.




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