Dopo una lunga odissea, Anooshesh e Nazanin sono a casa

Arrestati nel 2016 e nel 2017 in Iran, hanno potuto riabbracciare oggi le proprie famiglie nel Regno Unito
Una riunione non senza polemica: «Il Governo britannico ha lasciato indietro Morad Tahbaz»
Arrestati nel 2016 e nel 2017 in Iran, hanno potuto riabbracciare oggi le proprie famiglie nel Regno Unito
Una riunione non senza polemica: «Il Governo britannico ha lasciato indietro Morad Tahbaz»
TEHERAN / LONDRA - Dopo aver passato sei anni detenuti in Iran, la giornalista britannico-iraniana Nazanin Zaghari-Ratcliffe e l'imprenditore Anooshesh Ashoori sono infine potuti tornare nel Regno Unito. All'aeroporto della Royal Air Force Brize Norton, i due sono atterrati poche ore fa, e hanno infine potuto rivedere i propri cari.
La 44enne Zaghari-Ratcliffe è stata vista abbracciare e baciare sua figlia e il marito all'interno dell'edificio della base aerea, in momenti di emozione pura. Il compagno, Richard, ha per anni messo in atto un'estenuante campagna (con inclusi scioperi della fame) per il suo rilascio. Anche il 67enne Ashoori si è riunito, in lacrime, con la sua famiglia.
«La felicità in una foto», hanno scritto i membri della famiglia Ashoori postando un tweet delle famiglie all'aeroporto.
Quei lunghi anni
Zaghari-Ratcliffe e Ashoori, lo ricordiamo, sono rimasti imprigionati rispettivamente per sei e cinque anni. Mentre la prima è stata (in parte) agli arresti domiciliari, il secondo è stato chiuso nel carcere di Evin, a Teheran. Le accuse nei loro confronti erano di «spionaggio» e di «attività sovversiva» volta a rovesciare il governo. Al momento dei loro arresti (nel 2016 e nel 2017), non si trovavano in Iran per lavoro, bensì per visitare parenti: Zaghari-Ratcliffe voleva presentare la figlia ai suoi nonni, mentre Ashoori era andato a trovare la sua anziana madre.
Come parte dei negoziati per il loro rilascio, il Regno Unito avrebbe accettato di pagare circa 400 milioni di sterline all'Iran, richieste dallo Stato mediorientale da lungo tempo, dopo l'annullamento di un ordine di carri armati effettuato nel 1979. I dettagli dell'accordo sono poi stati definiti in colloqui segreti in Oman tra un team del Ministero degli Esteri britannico e una delegazione iraniana.
In precedenza, Boris Johnson ha ringraziato il governo omanita per il suo aiuto da mediatore che ha contribuito a riportare a casa i due: «È una notizia fantastica che Nazanin sia tornata. Sono entusiasta anche per Anoosheh Ashoori e Morad Tahbaz. È stato fatto un grande lavoro».
«Morad Tahbaz? È stato lasciato indietro»
In una situazione simile c'era anche l'imprenditore Morad Tahbaz, la cui pena è stata sospesa e che però è ancora in Iran.
L'Iran starebbe trattando l'imprenditore 66enne come un cittadino americano, seppur sia nato a Londra e possegga anche la cittadinanza britannica, oltre a quelle statunitense e iraniana.
La famiglia di Tahbaz ha recentemente espresso il proprio disappunto al Guardian: «Siamo stati delusi e traditi dal governo britannico. Era l'unico dei tre con un certificato di nascita britannico, ed è stato lasciato indietro. Non siamo stati informati di questo accordo se non in una breve telefonata con il Ministro degli esteri, quando era troppo tardi per fare qualcosa».








