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UCRAINALa famiglia Rahmani, in fuga dall'Afghanistan e poi dall'Ucraina

28.02.22 - 10:30
La storia di una famiglia afgana arrivata da poco in Ucraina, che ha dovuto nuovamente lasciare tutto
AFP
La famiglia Rahmani, in fuga dall'Afghanistan e poi dall'Ucraina
La storia di una famiglia afgana arrivata da poco in Ucraina, che ha dovuto nuovamente lasciare tutto
Da Odessa, i genitori con i due figli piccoli ha viaggiato per 1'100 chilometri, in una fuga con migliaia di altre persone

ODESSA - Fuggito l'anno scorso dall'Afghanistan, Ajmal Rahmani è riuscito a trovare un rifugio sicuro in Ucraina con la sua famiglia, stabilendosi ad Odessa. Quattro giorni fa, però, il 40enne afgano e i suoi cari sono dovuti fuggire nuovamente per lo scoppio di un'altra guerra, intrecciando il loro destino con quello di migliaia di altri cittadini ucraini.

L'uomo, originario di Kabul, ha raccontato la sua storia all'agenzia AFP: «Sono fuggito da una guerra e ora è iniziata un'altra guerra, sono davvero sfortunato», ha detto con un sorriso amaro il 40enne, che è riuscito ad arrivare in Polonia con sua moglie Mina, il figlio Omar (di undici anni) e la figlia Marwa (di sette anni). Amarezza contrapposta in parte al conforto di essere riusciti a mettersi in salvo: «Siamo stati fortunati, al confine c'erano più di 50mila persone: tutte in piedi, con bambini, bagagli, ad aspettare al freddo».

Qui, Rahmani ricorda il suo passato in Afghanistan, dove aveva una bella vita, un buono stipendio e una casa tutta sua. «Ho lavorato per dieci anni per la Nato all'aeroporto internazionale di Kabul, ho deciso di andarmene con l'avanzare dei Talebani - seppur avessi una vita agiata - poiché ricevevo telefonate con minacce di morte, anche dirette ai miei figli. Ovunque volessi andare, però, nessuno voleva ascoltarmi, nessuno voleva aiutarmi, nessuno voleva darmi un visto». L'unico Paese disposto ad accettarlo, allora, è stata l'Ucraina.

Quattro giorni fa, quando la Russia ha iniziato la propria operazione militare, la famiglia ha dovuto lasciare di nuovo tutto, viaggiando per ben 1'110 chilometri da Odessa al confine polacco, 30 dei quali a piedi, visto il traffico completamente congestionato. Un destino condiviso con migliaia di altre persone. Dall'ultimo rapporto delle guardie di confine polacche, quasi 213'000 persone sono entrate in Polonia dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina.

Al momento Ajmal, la moglie ed i piccoli si trovano in un centro di accoglienza nella città di Przemysl, e dovranno fare una domanda ufficiale per ottenere un visto, con la Polonia che dovrà trovare un modo per gestire la situazione visto il numero di rifugiati presenti.

In attesa di capire cosa succederà, Ajmal Rahmani non sa ancora dove andrà, e non nasconde la sua preoccupazione per il futuro. Le prime ore in Polonia, però, sono state incoraggianti: «Siamo stati accolti molto bene, la gente è amichevole e sorridente. Ci hanno dato dei cioccolatini per i nostri figli, una buona dose di energia per affrontare il futuro».

COMMENTI
 
Balin 7 mesi fa su tio
Tieni il fiato allora che la fuga generale é appena iniziata...
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