«I miei nonni sono a Kiev, nascosti nella metropolitana»

Dagli Stati Uniti, la testimonianza di due ragazze ucraine lontane da casa: «Chiediamo a Biden di fare di più».
Dagli Stati Uniti, la testimonianza di due ragazze ucraine lontane da casa: «Chiediamo a Biden di fare di più».
WASHINGTON D.C. - Le bandiere ucraine blu e gialle sventolano alte davanti alla Casa Bianca, mentre una folla pacifica grida: «Presidente Biden, il mondo la sta guardano, difenda l’Ucraina ora!». A gran voce invocano che il presidente americano faccia di più per fermare l'avanzata del presidente russo Vladimir Putin.
«Non saremmo potute restare a casa. Sentiamo di avere il dovere di essere qui, con la comunità ucraina, lo dobbiamo alle famiglie che abbiamo lasciato in patria» ci dicono Ganna ed Emiliia; sono strette l’una accanto all’altra, avvolte in una bandiera ucraina. Sono qui con la comunità ucraina che risiede nella capitale americana. Chiedono al presidente Joe Biden di opporsi all’invasione.
Come loro, ogni giorno, in centinaia si radunano a Lafayette Square. Ganna ha 19 anni, nata e cresciuta a Kiev. È a Washington per studiare. Tutta la sua famiglia è nella capitale ucraina. «Cercano di ripararsi, di nascondersi come meglio possono. Non posso fare molto da qui, ma offro il mio supporto morale, la mia vicinanza. È dura, non è facile», ci dice mentre cerca di trattenere le lacrime. Emiliia, invece, ci racconta del nonno, ferito durante uno dei bombardamenti. «Lui e mia nonna ora sono nascosti nella metropolitana di Kiev. Non so più nulla da qualche ora».
Come le ragazze, molti dei manifestanti hanno gli occhi lucidi. La comunità che vive nell'area di Washington è estremamente preoccupata per quello che sta succedendo in madrepatria. Lì hanno lasciato pezzi importanti, i loro affetti.
«Ci saranno sempre più morti in Ucraina», continua Emiliia perché la Russia non si fermerà». Ganna ed Emiliia apprezzano il supporto degli Stati Uniti ma chiedono che si agisca con più forza. «Sono grata per quello che ha fatto fino a ora la presidenza ma anche il Congresso. Adesso però serve più azione. Come potete vedere alla Russia non importa del prezzo che pagano i bambini, le donne, gli anziani, gli uomini. Non chiediamo truppe americane sul suolo ucraino. Vogliamo solo che ci supportino e che difendano i nostri cieli».
Le manifestazioni, intanto, proseguono in tutta la città, non solo davanti alla Casa Bianca, ma anche presso le ambasciate russa e ucraina.









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