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EURASIAInvasione russa? «Non schiereremo truppe in Ucraina»

30.01.22 - 15:19
Lo ha annunciato il Segretario dell'alleanza, Jens Stoltenberg
keystone-sda.ch / STF (STEPHANIE LECOCQ)
EURASIA
30.01.22 - 15:19
Invasione russa? «Non schiereremo truppe in Ucraina»
Lo ha annunciato il Segretario dell'alleanza, Jens Stoltenberg
La Ministra degli Esteri britannica ha intanto presentato nuove sanzioni: «La priorità è far desistere Putin»

LONDRA / MOSCA - «Non abbiamo piani per schierare truppe di combattimento della Nato in Ucraina» in caso di invasione russa.

Lo ha detto il segretario generale dell'alleanza, Jens Stoltenberg, all'emittente Bbc.

«Facciamo un sacco di cose per aiutare l'Ucraina a rafforzare la propria capacità di difesa. Ma l'Ucraina non è un alleato Nato. C'è una sicurezza al 100% che un attacco a un alleato innescherà la risposta dall'intera alleanza: questo si applica agli alleati Nato, non a un partner stretto e di valore», ha spiegato Stoltenberg.

«Ci stiamo concentrando sul fornire sostegno all'Ucraina, aiutarli a sostenere il loro diritto all'autodifesa, e stiamo anche inviando un messaggio alla Russia che imporremo sanzioni severe alla Russia se una volta ancora userà la forza contro l'Ucraina - ha proseguito Stoltenberg -. Abbiamo anche aumentato la nostra presenza nella parte orientale dell'alleanza Nato sul territorio della Nato e siamo pronti a fare ancora di più se necessario».

Il segretario generale della Nato ha raccontato dei colloqui la scorsa settimana con il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden: «Siamo tutti d'accordo che c'è un pericolo reale, ma allo stesso tempo che abbiamo bisogno di perseguire questo approccio bilanciato», dare «supporto all'Ucraina con prontezza ad imporre sanzioni».

Questo è anche il messaggio del presidente ucraino Zelensky, ha sottolineato Stoltenberg: «Vuole che mandiamo un messaggio alla Russia che ci saranno conseguenze severe ma naturalmente la cosa più importante è cercare di evitare un'azione militare della Russia contro l'Ucraina». «Dobbiamo lavorare al meglio per evitare il peggio».

Dal Regno Unito: «La nostra priorità è fermare Putin»
Gli oligarchi di Vladimir Putin non avranno «un posto dove nascondersi» con le nuove sanzioni del Regno Unito. Lo ha detto la ministra degli Esteri britannica Liz Truss parlando con Skynews della crescente tensione al confine tra Russia e Ucraina.

«La nostra priorità numero uno è dissuadere Vladimir Putin dall'intraprendere quell'azione», ha detto parlando dell'eventualità che Mosca decida per l'intervento militare.

«Per questo siamo pronti a schierare altre truppe in Estonia e stiamo fornendo supporto aereo e altre armi di difesa all'Ucraina. Per assicurarci che sia nella migliore posizione possibile se Vladimir Putin dovesse tentare un'incursione», ha sottolineato Truss annunciando che la prossima settimana saranno imposte sanzioni ancora più dure che «prendano di mira quegli interessi russi che hanno rilevanza per il Cremlino».

La ministra non ha precisato se le nuove misure, che dovrebbero essere varate dal parlamento britannico domani, andranno a colpire anche le tante proprietà di oligarchi russi nel Regno Unito ma si è limitata a dire che «niente è escluso».

«Non ci sarà un posto dove nascondersi per gli oligarchi di Putin o le aziende russe impegnate a sostenere lo stato russo».

«Non discutere in pubblico di singole sanzioni»
Il Ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha invece sconsigliato di dibattere pubblicamente sulle singole misure da adottare con la Russia in caso di un'escalation. E in un'intervista allo Spiegel ha affermato che l'Ucraina può fidarsi della solidarietà della Germania.

«Al Cremlino deve essere chiaro che una violazione del diritto internazionale e la escalation avrebbe come conseguenza il pugno di ferro - afferma -. Su Swift ho una valutazione di tipo tecnico. Ma non sono a favore di una discussione pubblica su singoli strumenti».

Su un eventuale stop all'uso del gasdotto di Nord Stream 2, risponde: «Non sono a favore di discussioni basate sul 'se'. Queste consentono all'avversario di pianificare le sue mosse. Non abbiamo interesse a questo».

Lindner affronta anche il tema della consegna delle armi, che ha inasprito i rapporti con Kiev la scorsa settimana: «Abbiamo una prassi di Stato che, nelle zone di crisi, non vengono consegnate armi. In linea generale, io sconsiglio di trascurare il significato centrale delle soluzioni diplomatiche». «L'Ucraina si può fidare della solidarietà della Germania - conclude -. Il grande popolo russo con la sua grande storia ha un posto rispettato nella casa dell'Europa, ma il suo leader deve attenersi all'ordinamento della casa».

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