AFP
MYANMAR
18.10.2021 - 12:250
Aggiornamento : 13:10

Più di 5'000 persone rilasciate dalla Giunta birmana

Secondo i leader dell'esercito i motivi sono umanitari, ma c'è anche una questione geopolitica

In un meeting di paesi del sud-est asiatico, infatti, non è stato invitato un rappresentante della Giunta

YANGON - Oltre 5'000 persone che erano state arrestate nel corso delle molteplici manifestazioni che hanno avuto luogo dopo il Colpo di Stato in Myanmar saranno rilasciate.

Lo ha annunciato il leader della Giunta Militare, da allora al potere, Min Aung Hlaing.

5'636 detenuti potranno quindi tornare in libertà da mercoledì, quando nel Paese si celebra il festival di Thadingyut. Una decisione presa «per motivi umanitari», hanno dichiarato i Capi di Stato. Una libertà relativa, però, secondo l'analista birmano David Mathieson, che ha dichiarato all'AFP che si tratta «fondamentalmente di una forma di libertà condizionata, che comporta una sorveglianza costante e minacciosa». D'altronde, lo stesso Hlaing ha spiegato che molti saranno rilasciati solo se firmano un documento in cui promettono di non recidivare.

Oltre ai ventilati «motivi umanitari» la mossa potrebbe essere derivata anche dalla forte posizione presa recentemente dall'ASEAN (l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico), che non ha invitato Min Aung Hlaing al vertice previsto il prossimo 26-28 ottobre. Come riporta l'agenzia di stampa Reuters, la decisione dell'ASEAN è un passo «insolitamente audace» per il blocco, che solitamente favorisce una politica di impegno e non interferenza.

Poco dopo l'annuncio dell'ASEAN - a cui non sono andati giù i pochi progressi avanzati dalle autorità birmane - un portavoce della Giunta militare del Myanmar ha dichiarato che il Governo «era molto deluso» dalla decisione, in quanto loro «sono impegnati per la pace e la democrazia», mentre «le provocazioni e le violenze vengono compiute dagli oppositori». 

Il Myanmar, lo ricordiamo, è ancora in subbuglio dal golpe che ha messo fine a un decennio di democrazia e riforme economiche. Nel corso delle settimane seguenti al cambio del Governo, migliaia di oppositori sono stati arrestati e almeno 1'000 persone hanno perso la vita, secondo le stime delle ONG e delle Nazioni Unite.

Intanto, un'ampia alleanza di gruppi anti-golpe (NUG) continua a resistere, formando e addestrando milizie chiamate "Forze di difesa del popolo", che dalla Giunta vengono definite «gruppi terroristici». Il NUG ha recentemente dichiarato una «ribellione nazionale» contro il Governo militare.

AFP
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