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Reuters
STATI UNITI
29.09.2021 - 23:000

Il tempo stringe per lo shutdown

Biden e i suoi uomini sono impegnati in telefonate e incontri per evitare il peggio

WASHINGTON - Joe Biden cancella tutti gli appuntamenti in agenda, inclusa la visita a Chicago, e resta alla Casa Bianca nel tentativo di compattare il suo partito, dove è in corso un'aspra battaglia fra i moderati e i progressisti, e blindare la sua agenda economica nella consapevolezza che il tempo stringe per evitare uno shutdown e soprattutto un catastrofico default.

I democratici in Senato, sotto la guida del leader Chuck Schumer, lavorano per portare in aula una misura che eviti la chiusura del governo da venerdì: l'obiettivo è un voto a stretto giro su un provvedimento che lo finanzi fino agli inizi di dicembre, e che includa risorse per far fronte ai danni causati dai recenti uragani e per il ricollocamento dei rifugiati afghani. «L'ultima cosa di cui gli americani hanno bisogno è uno shutdown» ha detto Schumer augurandosi che il provvedimento sia approvato rapidamente e arrivi sulla scrivania di Biden entro la mezzanotte di giovedì il termine ultimo per evitare lo shutdown.

Ben più complicata è la partita sull'aumento del tetto del debito, che vede i repubblicani compatti nell'opposizione. Schumer al momento sembra escludere la possibilità di ricorrere alla complicata manovra legislativa che gli consentirebbe di alzare il tetto del debito in Senato solo con i voti democratici. «È una strada fatta di acque inesplorate, che richiede due provvedimenti che si muovono uno alla Camera e uno al Senato. È molto rischioso e potrebbe portarci al default» ha spiegato Schumer. Per sciogliere i nodi ci sono poche settimane: entro il 18 ottobre il tetto del debito va alzato o gli Stati Uniti scivoleranno in default, il primo nella loro storia. Alla luce dei tempi stretti di azione le grandi banche e le grandi aziende americane, così come gli investitori a Wall Street, si posizionano per lo scenario peggiore. Pur convinti che alla fine il tetto del debito sarà alzato, il timore diffuso è quello di un errore politico involontario che causi un default con conseguenze mondiali. «Il default non è un'opzione» ha rassicurato Jared Bernstein, consigliere economico della Casa Bianca.

È in questo quadro che Biden e i suoi uomini sono impegnati in prima linea in un vortice di telefonate e incontri. Il problema maggiore da superare è la spaccatura del partito democratico che sta creando non pochi problemi anche all'esperta Speaker della Camera Nancy Pelosi. I progressisti alla Camera hanno minacciato di bocciare il piano da 1'000 miliardi di dollari sulle infrastrutture se non ci sarà anche un voto sulla misura da 3'500 miliardi di dollari che prevede investimenti nell'istruzione e nella sanità. Quest'ultimo provvedimento però non è ancora completo e rischia, vista la sua portata, di non passare in Senato, dove i due senatori moderati Kyrsten Sinema e Joe Manchin hanno già espresso le loro riserve. È proprio su Sinema e Manchin che si stanno concentrando gli sforzi di Biden, che vuole spuntare da loro l'impegno pubblico a sostenere la maxi manovra pur sapendo che si tratta di una scommessa. L'appoggio all'iniziativa potrebbe infatti non essere abbastanza per i progressisti, che vogliono un voto e a breve. Nell'impasse che si è venuta a creare Biden si gioca la partita della sua vita politica. Se dopo l'Afghanistan perdesse sul fronte economico, per Biden la presidenza sarebbe ancora più in salita.

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