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IndiaVendute online come affare del giorno, le donne musulmane non ci stanno

06.09.21 - 09:49
Nonostante il sito sia stato oscurato, nessuno è stato arrestato. Per le vittime le autorità non fanno abbastanza
Keystone
Vendute online come affare del giorno, le donne musulmane non ci stanno
Nonostante il sito sia stato oscurato, nessuno è stato arrestato. Per le vittime le autorità non fanno abbastanza

NEW DELHI - Donna musulmana in vendita. Ma è un falso. Lo scorso mese di luglio le foto di più di ottanta donne sono apparse sul sito Sulli Deals, un termine dispregiativo per le donne musulmane usato principalmente dalla destra degli uomini Indù.

Fotografe, giornaliste e influencer. Queste le principali vittime della piattaforma di vendita online di persone. Gli utenti che la fruivano avevano ogni giorno la possibilità di concludere un affare, questo all'insaputa della donna che si trovava nella foto sullo schermo. Ma ciò che più accomunava queste donne era la religione musulmana.

Tutte avevano denunciato l'accaduto, e a due mesi dalla sua messa online il sito è stato oscurato dal servizio di hosting statunitense GitHub. Eppure nessuno è stato interrogato o arrestato. Stando alla Cnn, per le vittime della piattaforma la mancanza di azione mette in evidenza la discriminazione che le donne musulmane affrontano continuamente nell'India dominata dagli Indù, e hanno affermato che non staranno zitte. Nonostante le ondate di abusi online contro le donne indiane siano all'ordine del giorno, l'India, pur avendo leggi contro la criminalità informatica, non ha una legislazione specifica contro il cyberbullismo.

Tra le vittime, la pilota e attivista femminista Hana Mohsin Khan che, in gruppo con altre donne, afferma di «essere presa di mira da uomini che si nascondono dietro i social media» e che cercano di intimidirla. «Le autorità indiane non stanno facendo abbastanza per fermare questo fenomeno».

 

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