Depositphotos (josekube)
Lo stop allo sci in Italia genera molto malumore (e anche disobbedienza) tra gli operatori del settore.
ULTIME NOTIZIE Dal Mondo
STATI UNITI
4 min
Cosa è successo quel giorno sul set di “Rust”
Tanta maretta nella troupe, un aiuto regista superficiale e molto stress dietro quelle riprese finite in tragedia
CINA
22 min
Amnesty International chiuderà gli uffici a Hong Kong
Il motivo? La legge sulla sicurezza nazionale cinese
CINA
2 ore
35 casi di Covid e a Pechino salta la maratona
Continua la linea durissima cinese contro i focolai di coronavirus
FOTO
SUDAN
2 ore
In Sudan è in corso un golpe
Il presidente del Paese sarebbe stato arrestato dai militari, le informazioni arrivano con il contagocce
STATI UNITI
4 ore
Ripulire le strade "razziste", il sogno americano di Alex
Si punta il dito perfino contro le vie dedicate a Cristoforo Colombo
ITALIA
10 ore
Dallo sballo allo stupro, Ghb la droga che dilaga
Disinibire ma anche sedare fino quasi al coma, perché questo stupefacente non è mai stato così popolare
STATI UNITI
13 ore
Milioni di guanti sporchi venduti come nuovi
In Thailandia esiste un mercato nero dei guanti per uso medico, che vengono semplicemente ridipinti
GERMANIA
15 ore
Tragico incendio a Reisbach, quattro morti tra cui una giovane incinta e il suo bambino
I soccorritori hanno tentato di salvare il bimbo che aveva in grembo con un parto cesareo, ma senza successo
ITALIA
16 ore
Berlusconi contro le elezioni anticipate: «Sarebbe irresponsabile»
Per l'ex premier è importante il sostegno interpartitico a Draghi, per l'uscita dalla crisi sanitaria ed economica
STATI UNITI
19 ore
Qualcuno ha giocato con la pistola di Baldwin
Dei membri della troupe avevano usato proiettili veri per divertirsi fuori dal set. Lo ha scoperto la polizia
CANADA
20 ore
Container in mare e fiamme, è allarme tossico
Le acque burrascose hanno fatto perdere dei container alla nave, sulla quale è poi scoppiato un incendio
ITALIA
15.02.2021 - 12:050
Aggiornamento : 16:46

La rabbia dopo lo stop allo sci: «La misura è colma»

La decisione presa in extremis scontenta gli operatori del settore e c'è chi ha aperto ugualmente

ROMA - La decisione di sospendere l'imminente riapertura degli impianti di risalita in Italia sta facendo infuriare gli operatori del settore. Specialmente quelli che si sono visti fermare a una manciata di ore dal momento tanto atteso, come in Piemonte e Lombardia, che avrebbero dovuto riapire questa mattina.

Lo stop, caldeggiando dai consulenti del ministero della Salute e dal Comitato tecnico scientifico italiano alla luce della situazione pandemica e della sempre maggiore diffusione delle varianti del virus, è arrivata intorno alle 19 di domenica. I gestori degli impianti hanno vissuto la decisione di fermare tutto fino al 5 marzo come una beffa.

Modalità «vergognose e irrispettose» - «Questa volta la misura è colma. Ritengo assolutamente vergognose e irrispettose la modalità con cui il ministro Speranza ha operato». È l'opinione di Filippo Gérard, presidente dell'Associazione degli albergatori valdostani. «Ora più che mai - ha aggiunto - chiediamo al governo italiano che l'istituzione ed erogazione di adeguati ristori alla montagna diventi una priorità assoluta, in quanto, nostro malgrado, questa rimane l'unica strada per la sopravvivenza del comparto turistico e del suo indotto. Contestualmente invitiamo l'amministrazione regionale valdostana a mettere in campo nuove misure anticrisi pesanti, con iniziative di sostegno agli investimenti, di ulteriore proroga della sospensione dei mutui, d'incentivazione delle assunzioni e di sostegno al comparto agroalimentare regionale».

Furia Confcommercio - «Dopo la zona rossa decretata per sbaglio in Lombardia adesso subiamo il caos generato dagli annunci sulla stagione sciistica, prima aperta e poi chiusa. Questo significa altri pesantissimi danni per le imprese. Una situazione inaccettabile» afferma il presidente di Confcommercio Italia, Carlo Sangalli. «Speriamo davvero, con il governo Draghi, in un cambio di marcia soprattutto per quanto riguarda chiarezza e capacità».

Il presidente di Confcommercio ricorda che «le imprese più colpite dalla crisi sono quelle del terziario, in particolare la filiera del turismo e della ristorazione» e aggiunge: «Bene aver individuato, come da noi richiesto, il Ministero italiano del Turismo ma adesso va messa in cantiere un'azione più veloce ed efficace per garantire la sopravvivenza di migliaia di imprese penalizzate dai vari lockdown».

I sindacati spingono per i ristori - «Siamo estremamente preoccupati per la condizione degli addetti degli impianti a fune», affermano unitariamente le organizzazioni sindacali italiane Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Savt. Quella di domenica «è l'ennesima proroga che colpisce il settore e i lavoratori».

«Da inizio stagione i lavoratori fissi - riferiscono le organizzazioni sindacali - sono in cassa integrazione mentre gli stagionali che erano stati richiamati in vista dell'avvio di oggi e che rappresentano un terzo del totale, risentono maggiormente della crisi, senza certezze dal punto di vista degli ammortizzatori sociali». Secondo Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Savt «servono urgentemente ristori, a livello nazionale sia per le aziende che per i lavoratori, anche stagionali. Si deve compatibilmente con l'emergenza sanitaria recuperare quel poco che rimane della stagione invernale e programmare in sicurezza e con certezze quella estiva».

Chi ha deciso di aprire - C'è poi chi ha deciso di aprire, nonostante tutto. Avviene a pochi chilometri dal confine svizzero con le Centovalli: alla Piana di Vigezzo, 1720 metri di quota nel comune di Craveggia. «Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l'apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto», dice Luca Mantovani, uno dei titolari della società che gestisce gli impianti nella valle piemontese a ridosso del Canton Ticino.

Commenti
 
ATTENZIONE: a causa dell’elevato numero di commenti sui blog e alla difficoltà della redazione di monitorarli, abbiamo attivato un filtro automatico.
La libertà di espressione deve essere garantita da un comportamento civile e rispettoso di ciascun utente.
Chiunque scriverà offese o frasi irrispettose verrà automaticamente bannato con la conseguente cancellazione dell’account.
Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-10-25 10:04:09 | 91.208.130.85