Irene Panighetti
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ITALIA
21.10.2020 - 06:020

Girare l'Italia in bici a caccia di rifiuti di plastica

È l'iniziativa di Myra Stals, che ha percorso 7mila chilometri raccogliendo circa 80 chilogrammi di rifiuti

La giovane vuole «dimostrare che tutti possiamo fare qualcosa» per l'ambiente

di Redazione
Irene Panighetti

TORINO - Su e giù per l’Italia in sella a una bicicletta cargo per raccogliere la plastica abbandonata su strade e sentieri.

È l’impresa di Myra Stals, giovane olandese residente nel Belpaese da anni e che sta per finire il suo tour iniziato il 4 luglio da Torino, dove vive, per «dimostrare che tutti possiamo fare qualcosa, nella nostra piccola vita quotidiana».

Nel 2016 ha intrapreso il suo primo grande viaggio in bicicletta, attraversando 18 paesi europei; lo scorso anno ha deciso di abbinare la sua passione per questo tipo di avventura a un’azione ambientalista, fondando “Cycle 2 Recycle” e iniziando un viaggio di oltre 2mila chilometri durante il quale ha raccolto 43 chilogrammi di rifiuti di plastica.

Questa volta i chilometri sono quasi settemila e, alla fine, i rifiuti saranno circa 80 chili: un numero che sembra piccolo ma che è da calibrare a ciò che Myra può fare mentre pedala, cioè fare uno stop per raccogliere il rifiuto tramite uno strumento apposito: «non posso fermarmi ogni volta, inoltre nel cargo non ce ne stanno molti, dipende anche dalla tipologia di rifiuto che incontro – precisa – di solito raccolgo bottiglie di plastica e ciò che riesco a fare è meno dell’1 per cento di ciò che vedo abbandonato».

Quest’anno al progetto ha anche affiancato una raccolta fondi per il Banco alimentare, destinata alle famiglie che non hanno da mangiare a causa del Covid, (campagna ancora aperta su www.cycle2recycle.org e sui relativi social).

La donna porta avanti queste iniziative grazie alla solidarietà di persone e associazioni che ne condividono gli ideali: «non sono ricca – aggiunge - ho lasciato un posto di lavoro fisso all’università di Firenze per seguire le mie passioni, ma alla fine di questo viaggio inizierò a cercare lavoro. Sto viaggiando sola, senza auto di appoggio, perché voglio anche dimostrare che le donne da sole possono fare imprese del genere, senza bisogno di tutori. Il sostegno è sempre gradito ma prima di tutto vengono l’indipendenza e la libertà».

Irene Panighetti
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seo56 1 anno fa su tio
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