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A Berlino, nel quartiere di Kreuzberg, si è protestato anche contro il lockdown.
MONDO
01.05.2020 - 23:140

Il Primo Maggio c'è stato comunque

Da Berlino alle Filippine, manifestazioni per i diritti dei lavoratori. Ma anche contro il lockdown

BERLINO - In assenza delle tradizionali sfilate del Primo maggio, quest'anno i lavoratori in molti Paesi sono stati chiamati a celebrare la giornata loro dedicata con «dimostrazioni virtuali» sulle reti sociali, o alle loro finestre, con striscioni e concerti di pentole e coperchi.

Il capo dello Stato francese Emmanuel Macron ha riassunto il sentimento generale: «Questo Primo maggio 2020 non ha eguali». Per la prima volta dal divieto di manifestazioni durante le guerre in Indocina e in Algeria negli anni '50 e '60, in Francia non ci sono state dimostrazioni, a causa delle misure adottate per impedire la diffusione del nuovo coronavirus.

Lo stesso è accaduto nella maggior parte degli altri Paesi. I sindacati hanno quindi incoraggiato altre forme di mobilitazione come conferenze e concerti senza pubblico online o la pubblicazione di foto di protesta sulle reti sociali.

Per i rappresentanti dei lavoratori, questa giornata internazionale, che ha le sue origini nelle lotte del movimento operaio di fine Ottocento, è più che mai attuale: a loro avviso l'epidemia mette in luce il ruolo essenziale di alcune occupazioni finora sottovalutate - nella sanità, nel commercio e nelle pulizie - e aggrava le tensioni sociali.

Infatti, arrestando l'industria, il commercio e i servizi, la pandemia ha già inviato in disoccupazione legioni di lavoratori in tutto il mondo.

Qua e là, alcuni di loro non si sono rassegnati a rimanere in casa. Così, la polizia turca ha arrestato diversi leader sindacali che stavano sfilando a Istanbul nonostante il divieto di uscire.

Nelle Filippine, piccoli gruppi hanno sfidato la proibizione di assembramenti per chiedere aiuti pubblici e condizioni di lavoro sicure. La polizia ha annunciato di aver arrestato almeno tre persone.

In Grecia, dove il governo aveva chiesto il rinvio di tutte le manifestazioni al 9 maggio, il sindacato PAME, affiliato ai comunisti, ha comunque organizzato una manifestazione davanti al parlamento, molto disciplinata e accompagnata dalla canzone dei partigiani "Bella Ciao". Centinaia di manifestanti hanno rispettato la distanza di un metro applicando adesivi rossi sul terreno.

In Germania, le forze dell'ordine sono state dispiegate in gran numero - 5000 agenti di polizia solo a Berlino - per far rispettare il divieto di manifestare in gruppi di più di 20 persone.

A Hong Kong, dove nonostante il divieto di raggruppare più di quattro persone, appelli a manifestare in piccoli gruppi erano stati lanciati da sindacati vicini al movimento filodemocratico e sui social network, alla fine non si è tenuta nessuna parata.

E, nel complesso, la prudenza e le celebrazioni alternative sono state la regola oggi, come in Finlandia dove la festa del lavoro coincide con la festa popolare di Vappu per celebrare l'arrivo della primavera, il 30 aprile e il primo maggio. Helsinki ha vietato riunioni di più di dieci persone. I finlandesi, come i danesi, hanno "frequentato" eventi speciali online con lo slogan come «Più forti insieme, ma ognuno per conto suo».

Le tradizionali celebrazioni ufficiali sono state annullate in Algeria, dove il coronavirus ha già cancellato le manifestazioni settimanali del movimento di protesta "Hirak", vietate da metà marzo.

In Indonesia, dove le manifestazioni del Primo maggio riuniscono di solito decine di migliaia di persone a Giacarta, la confederazione dei sindacati ha promosso una campagna digitale per chiedere, tra le altre cose, la fine dei licenziamenti, il salario pieno per i lavoratori e il premio che di solito ricevono per Aid el Fitr (la fine del mese di digiuno musulmano).

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