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Quei focolai di censura che hanno "spinto" il coronavirus
keystone-sda.ch / STF (Ng Han Guan)
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23.04.2020 - 06:340
Aggiornamento : 09:44

Quei focolai di censura che hanno "spinto" il coronavirus

Nell'ultimo rapporto di Reporter senza frontiere il dito è puntato contro Pechino. Ma non solo

PECHINO - Nelle sue prime e silenziose fasi, la pandemia ha costretto l’informazione a rincorrere il coronavirus. Agli indici di chi ha subito puntato il dito contro la Cina, si aggiunge quello di “Reporter senza frontiere” (RSF), che nel suo ultimo rapporto parla di «una chiara correlazione tra la repressione della libertà di stampa» nell’ambito della pandemia «e la posizione di un determinato paese nell’indice» compilato annualmente dall’organizzazione.

La graduatoria include 180 bandiere e la Cina siede al posto numero 177. Quasi in fondo alla lista «e sembra non intenzionata a imparare la lezione impartita dalla pandemia di coronavirus, la cui diffusione è stata facilitata dalla censura e dalle pressioni esercitate sugli informatori», scrive RSF criticando Pechino che inoltre «ha sfruttato la crisi per serrare ulteriormente il controllo sui media», oscurando ogni voce determinata a mettere in discussione la gestione dell’emergenza. A bilancio si contano tre opinionisti in manette e 16 corrispondenti stranieri espulsi dal Paese dall’inizio dell’anno.

I "focolai" di censura - La Cina è però in discreta compagnia. Nelle Filippine il "To Heal As One Act" prevede l'incarcerazione per chi diffonde "fake news" legate all'emergenza pandemica, ma è la proverbiale spada di Damocle che pende sulla testa di ogni giornalista pronto a firmare un articolo che non incontra i favori del governo di Duterte. Mentre in Corea del Nord, il Paese ufficialmente senza casi, il coronavirus non esiste. E questo - rileva RSF - nonostante gli appelli esterni rivolti da Pyongyang alla comunità internazionale per il sostegno nel combattere l'emergenza.

Ombre in ogni continente - Gli spettri dell'autoritarismo infestano però ogni continente del globo. In Egitto - il paese africano che registra più casi di contagio - attraverso il Consiglio supremo per la regolazione dei media sono stati chiusi oltre una dozzina di portali d'informazione per, da quanto emerge, aver messo in discussione la capacità del sistema sanitario nazionale di fronteggiare l'epidemia.

In Sudamerica a guidare la classifica del contagio è il Brasile. Il presidente Jair Bolsonaro - che pochi giorni fa ha preso parte a una manifestazione anti-lockdown - ha ripetutamente attaccato i media per aver, a suo dire, diffuso informazioni «tossiche» e «ingannevoli». E dopo aver ignorato le raccomandazioni del suo governo e dell'Oms, si è anche guadagnato una censura da colossi social come Twitter.

In Europa a svettare negativamente è invece l'Ungheria di Viktor Orban, che con la nuova legge "coronavirus" si è assicurato i pieni poteri, con tanto di controllo diretto e totale sulla stampa. In termini teorici, il nuovo strumento permette di condannare fino a cinque anni la pubblicazione di notizie false. De facto è però l'esecutivo ungherese a decidere in merito alla validità di queste. La legge in questione concede al premier la possibilità di governare per decreti per un tempo indeterminato, «minacciando di cancellare una volta per tutte l'informazione indipendente nel Paese», scrive RSF. E forse non solo quella.

Commenti
 
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Evry 2 anni fa su tio
Sanzioni durissime contro il Gigante Cina !!!!
TI.CH 2 anni fa su tio
Dato che sono abituati a mettere in prigione o uccidere per tappargli la bocca a chi da notizie che a loro non piacciono o molto e li mette in imbarazzo, dovrebbero essere adesso loro stessi perseguiti con le medesime pene.
Heinz 2 anni fa su tio
In Francia, Italia, Spagna, Belgio, UK etc etc è pieno di casi di stragi da coronavirus nelle case anziani. In Svizzera ogni paesino ha una casa anziani, non uno, dico un caso è emerso che abbia purtroppo causato morti. Zero, niente, una bravura unica al mondo a prevenirne la diffusione. Ovviamente ci fidiamo tutti dei dati ufficiali !!!!
Arciere 2 anni fa su tio
In qualche modo sono sempre stato un ingenuo, tendente a credere l'informazione ufficiale, con una riserva d'obbligo. Ma con le cifre del coronavirus ci sono diverse cose che non quadrano, incluse le cifre di paesi come Spagna, Italia e... Svizzera. Cifre che ieri sono rimaste bloccate a partire da non so più che ora (presterò attenzione da adesso in poi). Direi da fine pomeriggio circa, i nuovi contagi per la Svizzera sono rimasti bloccati a 205. Le cifre dei nuovi decessi in Spagna e Italia anch'essi bloccati, rispettivamenti +435 e +437. Cina, zero morti da più giorni. Cina che una settimana fa ha aggiunto 1'290 morti, per "rettificare un errore". (continua)
Arciere 2 anni fa su tio
@Arciere (Seguito del mio precedente post) Ieri, notizia che la GB potrebbe avere avuto 41'000 decessi per coronavirus invece dei 18'000 ufficiali. Sul sito costantemente aggiornato che consulto e che mi pare serio ho addirittura visto indietreggiare le cifre. Ieri Tio annunciava "Oggi è infatti il terzo giorno di fila che i contagi rimangono sotto le 210 unità". E come per magia ce ne sono stati 205, appunto ieri; non un solo nuovo caso nelle ultime 6-7 ore. Io credo che ci siano un sacco di manipolazioni e magagne. Nel caso della Svizzera potrebbe trattarsi di una pseudo giustificazione per la tanto agognata riapertura. E chi li va a contare i morti? Chi ha i mezzi di controllare personalmente le cifre fornite dagli Stati?
vulpus 2 anni fa su tio
@Arciere Dubbi leciti e condivisibili. Il fatto che gli esperti sanitari e virologi chiedono a gran voce di tenere ancora chiuso,dimostra che c'è un problema di base irrisolto e che la fretta non può che portare ad un disastro più grande. Chi continua a spingere tralascia di tenere in debito conto, che se i contagi sono diminuiti è perchè la gente è stata obbligata a rimanere in casa. Ma non dobbiamo inoltre dimenticare che la situazione negli ospedali è tutt'ora critica in quanti gli ammalati degenti sono ancora moltissimi. La loro guarigione comporta settimane di degenza. Ulteriori infetti da ricoverare ributterà il sistema sanitario in una situazione peggiore di quanto vissuto finora
Arciere 2 anni fa su tio
@vulpus Perfettamente d'accordo. E sollevi una questione di terminologia che è una gran manipolazione, uno specchio per allodole: si suol dire che i contagi sono diminuiti. Va precisato che tale diminuzione è relativa (diminuzione rispetto al giorno prima). Nell'assoluto si tratta di un aumento di contagi (o decessi), tutti casi che vanno ad addizionarsi ai precedenti.
fromrussiawith<3 2 anni fa su tio
ultimamente si sta discutendo se faccia più male "l'aperto" controllo governativo sull'informazione o l'informazione mediatica come quella occidentale progressista, apparentemente libera, ma solo di esprimersi secondo i gruppi di interesse, politici o governo, come la stampa svizzera, occultando informazioni importanti su persone, nazioni solo perché non rientrano nell'agenda politica di questi media. Anzi, qualcuno si è spinto oltre indicando questi tipi di media "un pericolo" per la stabilità sociale
Mattiatr 2 anni fa su tio
@fromrussiawith<3 Su internet c'è una mole d'informazioni inimmaginabili, per nasconderne alcune basta aumentare la mole di altre e pubblicizzarle maggiormente. Diciamo che io nel 2020 potrei leggere un articolo del 2005 che avrebbe potuto portare a forti innovazioni. In stati moderni trovo che nascondere informazioni secondo metodo cinese non sia più conveniente, visto che per convincere la gente basta pubblicizzare ciò che fa i tuoi interessi senza rischiare di finire nell'illegalità. Quello che noi singoli cittadini possiamo fare è creare il maggior numero d'interessi e sviluppare metodi di divulgazione vari. Basti pensare che la verità è ciò che crede la maggioranza, se essa viene a contatto con migliaia di articoli scientifici che dimostrano la terra piatta, in automatico i pianeti non saranno più tondi. Mi viene in mente la modalità Galileo Galilei contro chiesa e maggioranza della popolazione.
miba 2 anni fa su tio
Reporter senza frontiere: organizzazione non a scopo di lucro, ONG con status di consulente presso le Nazioni Unite e con stretti contatti con il Dipartimento di stato americano... (Wikipedia)
Mattiatr 2 anni fa su tio
@miba È tosto che uno stato che censura come la Cina supporti un'organizzazione di giornalisti ;-)
Mag 2 anni fa su tio
@miba Esatto, amici degli USA che fiancheggiano il vilipendio della temibile Cina.
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