Keystone
UNIONE EUROPEA
12.09.2018 - 10:400
Aggiornamento 11:13

Juncker si scaglia contro il «nazionalismo», ma sostiene il «patriottismo»

Stoccate agli Stati sulla migrazione dal presidente della Commissione Ue, che ha parlato anche di ora legale

STRASBURGO - Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha tenuto questa mattina all’Europarlamento a Strasburgo il suo quarto e ultimo Discorso sullo Stato dell’Unione prima delle elezioni europee del prossimo maggio.

Juncker ha sottolineato a più riprese la necessità per gli Stati europei di restare uniti e trovare politiche comuni, come hanno fatto per esempio difendendo l’accordo di Parigi sul clima. Ha inoltre relativizzato il suo mandato («è un breve momento della lunga storia dell’Unione Europea») e rimarcato come la colpa per eventuali manchevolezze, specialmente nell’ambito della migrazione, sia da ricercare non solo nella Commissione europea, ma anche nell’Europarlamento e, soprattutto, nel Consiglio europeo, organo esecutivo composto dai capi di governo dei singoli Paesi.

«Sì al patriottismo, no al nazionalismo» - «Dobbiamo essere felici di vivere in un continente in cui regna la pace, un continente che conosce la pace grazie all’Unione Europea. Rispettiamo quindi di più l’Unione Europea, non infanghiamo la sua immagine», ha dichiarato Juncker. «Diciamo sì al patriottismo che non è rivolto contro gli altri. Diciamo no al nazionalismo che respinge e detesta gli altri, che distrugge, che cerca dei colpevoli anziché cercare delle soluzioni», ha aggiunto. «L’Europa non sarà mai una fortezza che volti le spalle al mondo e in particolare al mondo che soffre», ha concluso sul tema.  

«Sulla migrazione non accetto che si incolpi la Commissione» - Riguardo alla migrazione, il presidente della Commissione ha evidenziato la riduzione del numero di persone che affrontano la rotta del Mediterraneo centrale, ma ha imputato agli Stati membri l’incapacità di trovare un accordo che bilanci le responsabilità dei singoli Paesi e la necessaria solidarietà: «Le nostre proposte sono note - ha affermato Juncker -, soprattutto per quanto riguarda la questione migratoria e quella dei rifugiati: ora bisogna adottarle e metterle in pratica. Non ammetto che si incolpi solo la Commissione, cosa che tuttavia accadrà».

«Il cambio di ora sarà abolito» - Juncker si è poi espresso sull’abolizione del cambio di ora, eventualità ventilata già alcune settimane fa: «Il cambiamento di ora sarà abolito, questa è la nostra proposta. Gli Stati membri, conformemente al principio di sussidiarietà, devono decidere loro stessi se i loro cittadini vogliono tenere l’ora solare o quella estiva», ha dichiarato. L'abolizione avverrebbe già il prossimo anno. Il 31 marzo ci sarebbe l'ultimo cambio di ora per i Paesi che decidessero di tenere l'ora estiva tutto l'anno. Il 27 ottobre quello per i Paesi che volessero tenere l'ora solare, ovvero quella invernale.

Commenti
 
volabas 5 mesi fa su tio
marooooo come mi sta' sui maroni questo soggetto
MIM 5 mesi fa su tio
La pace perché c'è l'UE? Uella, la pace è nata prima dell'UE in Europa, grazie a trattati militari! Gnurant
jena 5 mesi fa su tio
... e della lurida dittatura imposta dai voi politici incuranti della volontà dello stesso popolo che vi ha eletto, non dici nulla??? ...
tip75 5 mesi fa su tio
semplicemente cieco e sordo...tipico della nuova casta dei politicanti
Cash596 5 mesi fa su tio
Nazioni che mettono da parte i loro interessi per una comunità pacifica e sociale.. francamente mi sembrate all'asilo. Avete l'altalena?
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