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LECCO: Dopo la condanna arrestato a Vancouver l’ex Ss Misha Seifert

Svolta nella vicenda legata ai crimini di guerra commessi nel lager di Bolzano: dopo la condanna di un nazista all’ergastolo resa possibile dalla testimonianza di un lecchese ora l’SS soprannominato “il boia” è in stato di fermo e sarà presto estradata in Italia
Misha Seifert oggi
LECCO: Dopo la condanna arrestato a Vancouver l’ex Ss Misha Seifert
Svolta nella vicenda legata ai crimini di guerra commessi nel lager di Bolzano: dopo la condanna di un nazista all’ergastolo resa possibile dalla testimonianza di un lecchese ora l’SS soprannominato “il boia” è in stato di fermo e sarà presto estradata in Italia
LECCO – Misha Seifert, il criminale nazista condannato all’ergastolo del Tribunale militare di Verona sulla base, tra l’altro, della testimonianza resa da un lecchese sopravvissuto al lager di Bolzano, è in stato di arresto. La...
LECCO –Misha Seifert, il criminale nazista condannato all’ergastolo del Tribunale militare di Verona sulla base, tra l’altro, della testimonianza resa da un lecchese sopravvissuto al lager di Bolzano, è in stato di arresto. La polizia canadese lo ha bloccato in vista dell’estradizione nel nostro Paese chiesta dalle autorità italiane dopo la condanna di primo grado che risale a due anni fa. Proprio nelle scorse settimane, ma lo si è appreso solo quest’oggi, magistrati canadesi erano giunti a Lecco per raccogliere la testimonianza dell’ex insegnante ottantenne residente in città che rese ai carabinieri di Lecco il racconto dei crimini commessi da Seifert nel lager di Bolzano a cavallo fra il novembre ’44 e l’aprile ’45. Riparato in Canada l’ex nazista viveva con la moglie a Vancouver, in un appartamento della centralissima Commercial Street. Subito dopo la sua condanna le autorità italiane avevano avviato le pratiche l’estradizione dell’ex SS, oggi ottantenne, estradizione che ora diventa più vicina dopo l’arresto che è stato operato in queste ultime ore. Il teste lecchese già all’epoca della condanna all’ergastolo di Seifert si era detto soddisfatto “anche se- aveva aggiunto – giunge con 50 anni di ritardo”. Proprio il suo racconto unito a quello di altri scampati al lager dove erano state uccise oltre una trentina di persone, aveva convinto i giudici a condannare al massimo della pena l’ex SS. E quel racconto il lecchese lo ha ripetuto prima al maresciallo Paolo Chiandotto dei Carabinieri di Lecco e il 19 febbraio scorso al giudice canadese Madeleine Schwarz a Lecco proprio per completare le operazioni che hanno ora portato all’arresto di Seifert in vista della procedura per la sua estradizione. “Ancora oggi – aveva raccontato l’ex insegnate di Lecco – è difficile dimenticare i mesi di terrore vissuti in quel lager non solo per le gesta disumane di Seifert, ma anche per quelle dei suoi collaboratori, alcuni dei quali sono ancora ricercati per essere processati. Dopo mezzo secolo con questa sentenza abbiamo restituito la verità storica di quei mesi terribili e raggiunto giustizia per quei poveretti che, al contrario di quello che capitò a me, non ce la fecero a uscire dal campo di concentramento”.

di Bob Decker



Si ringrazia: Merateonline

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