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REGIO INSUBRIA: Dopo l'ergastolo a Bolzano, guai anche in Canada per Misha Seifert

Potrebbe essere estradata la Ss di Bolzano: contro il nazista il racconto di un lecchese
Nella foto: Misha Seifert
REGIO INSUBRIA: Dopo l'ergastolo a Bolzano, guai anche in Canada per Misha Seifert
Potrebbe essere estradata la Ss di Bolzano: contro il nazista il racconto di un lecchese
LECCO. Le autorità canadesi potrebbero revocare la cittadinanza concessa a Misha Seifert, la Ss del lager di Bolzano recentemente condannata all’ergastolo dal tribunale militare di Verona per l’uccisione di 11 detenuti avvenuta nei primi mesi ...
LECCO.

Le autorità canadesi potrebbero revocare la cittadinanza concessa a Misha Seifert, la Ss del lager di Bolzano recentemente condannata all’ergastolo dal tribunale militare di Verona per l’uccisione di 11 detenuti avvenuta nei primi mesi del ’45, poco prima della fine del secondo conflitto mondiale. La decisione potrebbe aprire le porte all’estradizione dell’uomo che sino a oggi è vissuto con la moglie a Vancouver in Commercial Street 5471. Per giungere alla condanna di Seifert ha giocato un ruolo importante anche la deposizione di un lecchese il cui nome è tra quelli dei sopravvissuti al lager. Insegnante in pensione, oggi 76enne, originario di Trecenta di Rovigo, l’uomo si definisce “tra i fortunati che possono raccontare la storia di Seifert”. Grazie ai carabinieri di Lecco, l’anziano ha potuto far pervenire al pm del tribunale militare il suo racconto che, insieme a molti altri, ha contribuito alla condanna dell’aguzzino di Bolzano. Sino ad oggi però il suo cruccio, lo stesso di molti sopravvissuti a quel dramma, era legato al fatto che, nonostante la condanna giunta 55 anni dopo i fatti, Seifert restava lontano, protetto nella sua abitazione canadese. Da qualche ora però l’estradizione è diventata quantomeno possibile. “Passai circa tre mesi nel lager – ricorda il lecchese – e Seifert, con il suo compagno Otto Sein, si presentava ogni sera cantando. Apriva una cella a caso e indicava un prigioniero. Per quella persona era la fine. Veniva torturato e picchiato sino alla morte. Con la condanna si può dire che giustizia è fatta anche se con colpevole ritardo”. Alle autorità canadesi rendere possibile l’estradizione del criminale condannato a vita.

di Bob Decker

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