San Nicolao e i venti di guerra
Il santo proteggerà la Svizzera anche in caso di un nuovo conflitto? Conferenza venerdì con il professor Nabih Yammine
LUGANO - Tra Russia e Stati Uniti sembra essere tornata la Guerra fredda, la Siria è un cimitero e l'Iran è una polveriera: possiamo ricorrere ancora alla protezione di San Nicolao della Flüe, come sarebbe accaduto durante la Seconda guerra mondiale?
Questo è il succo della conferenza che il professor Nabih Yammine terrà venerdì 22 marzo alle 20.30 nella sala parrocchiale di San Nicolao a Lugano-Besso. Profondo conoscitore di Nicolao della Flüe, Yammine parlerà di come San Nicolao preservò la Svizzera dal secondo conflitto, tanto che Monsignor Jelmini fece la promessa di costruire un tempio in suo onore se ci avesse protetti. Promessa poi mantenuta nel 1946, quando venne inaugurata a Besso la bella chiesa dedicata appunto a San Nicolao. Ma c'è un episodio capitato nel 1940, alla frontiera con la Germania, in cui si racconta di diverse divisioni naziste in procinto di invaderci, i cui carri armati rimasero misteriosamente bloccati, mentre una nuvola formò un'immensa mano sul territorio elvetico a dimostrare la protezione del Santo del Ranft.
Verrà illustrata anche la figura di San Charbel Makhlouf, eremita libanese dell'800.




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