Costruzioni abusive a Lugano, multe minime e sanatorie facili: scoppia il caso

Un'interrogazione di Cristiano Canuti accende i riflettori sull'applicazione della legge edilizia
LUGANO - Un’interrogazione di Cristiano Canuti accende i riflettori sull’applicazione della legge edilizia a Lugano, con particolare attenzione alla gestione delle costruzioni abusive e all’efficacia delle sanzioni. Canuti fa riferimento al quadro normativo vigente che prevede la demolizione delle opere abusive oppure, «se il ripristino risulta impossibile o sproporzionato», l’imposizione di una sanzione pecuniaria «superiore di almeno un quarto al vantaggio economico ottenuto dal contravventore».
La normativa stabilisce inoltre che, in caso di contravvenzioni, possa essere inflitta una multa di almeno 5'000 franchi qualora sia stata omessa la domanda di licenza e «nei casi in cui il contravventore abbia agito intenzionalmente o a scopo di lucro, il Municipio non è vincolato ai limiti massimi previsti» scrive il consigliere de La Sinistra. «Cioè praticamente sempre quando c’è di mezzo un architetto, un ingegnere o un‘impresa di costruzioni che non possono affermare di non conoscere la legge».
Il documento sottolinea inoltre che un’eventuale sanatoria successiva non annulla la violazione originaria né la relativa responsabilità disciplinare, questo perché come si fa presente nell'atto di interrogazione l’atto abusivo resta tale anche se regolarizzato in un secondo momento.
Un punto centrale riguarda i dati contenuti nel Consuntivo 2025, dai quali emergerebbe che a Lugano «non vengono avviate procedure di contravvenzione quando, a seguito di una segnalazione o di un accertamento, il proprietario presenta una domanda di costruzione a posteriori». Nello stesso documento si evidenzia che l’incasso totale per multe legate a infrazioni edilizie nel 2025 sarebbe stato di soli 1'900 franchi.
I firmatari ritengono che «per rispetto dei cittadini» che osservano la legge e dei contribuenti, «il Municipio di Lugano debba applicare correttamente la legge ed incassare in ogni caso almeno quanto serva a coprire le spese causate dalla violazione della legge».
L’interrogazione chiede quindi al Municipio una serie di dati dettagliati relativi al periodo 2022-2025, suddivisi anno per anno. Tra le informazioni richieste figurano: il numero di licenze edilizie rilasciate; le violazioni segnalate e quelle accertate; i lavori eseguiti senza autorizzazione e quelli successivamente sanati; le procedure amministrative avviate; i casi in cui è stato imposto il ripristino o applicata una sanzione pecuniaria; e gli importi incassati dal Comune.
Viene inoltre chiesto di precisare quante procedure siano ancora in corso, quanti procedimenti di contravvenzione siano stati avviati nei confronti di proprietari e professionisti coinvolti, quante multe siano state comminate e incassate e con quali criteri venga calcolato il vantaggio economico ai fini delle sanzioni sostitutive della demolizione. Infine, l’interrogazione domanda quante unità a tempo pieno dell’amministrazione comunale siano dedicate alla gestione di queste problematiche e quali siano i relativi costi.



