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L'IA a scuola, il Ticino rischia di restare indietro?

Un'interrogazione interpartitica (primo firmatario: Andrea Sanvido) chiede al Consiglio di Stato di tracciare un perimetro sull'introduzione dell'intelligenza artificiale nell'insegnamento scolastico
Ti-Press
L'IA a scuola, il Ticino rischia di restare indietro?
Un'interrogazione interpartitica (primo firmatario: Andrea Sanvido) chiede al Consiglio di Stato di tracciare un perimetro sull'introduzione dell'intelligenza artificiale nell'insegnamento scolastico

BELLINZONA - «Il rischio concreto è che il Ticino accumuli un ritardo difficilmente recuperabile rispetto ad altri Paesi e regioni che stanno già formando giovani con competenze avanzate» nell'ambito dell'intelligenza artificiale. A porre la lente sulla questione è un'interrogazione interpartitica* (primo firmatario, Andrea Sanvido) presentata al Consiglio di Stato.

L’intelligenza artificiale, si legge nell'atto parlamentare, «non deve essere vista esclusivamente come uno strumento tecnologico, bensì come una nuova forma di alfabetizzazione del XXI secolo. Non introdurre tempestivamente queste competenze nella scuola significherebbe esporre le future generazioni ticinesi a un progressivo svantaggio competitivo in termini di conoscenze, capacità professionali, innovazione e attrattività economica del territorio».

Con queste premesse, Sanvido e co-firmatari pongono al governo dieci domande, chiedendo in primo luogo di tracciare un perimetro sull'introduzione dell'intelligenza artificiale nell'insegnamento. «Ritiene prioritario introdurla già a partire dalla scuola media? Esiste una strategia concreta e calendarizzata? Entro quali tempistiche prevede di introdurre nel Piano di studio della scuola dell'obbligo contenuti specifici legati all'intelligenza artificiale?» E ancora, «quali competenze si intendono sviluppare negli allievi in questo ambito?»

Nelle domande successive, l'orizzonte si allarga guardando anche al di fuori delle aule scolastiche. Viene infatti chiesto, tornando al punto centrale dell'atto, se il governo ritenga che «il Ticino stia accumulando ritardo rispetto ad altri Paesi o Cantoni», prima di passare a sinergie e risorse necessarie. «Sono previsti programmi di formazione specifica per i docenti? È prevista una collaborazione con SUPSI, USI o altri enti per la costruzione di percorsi formativi dedicati? Quali risorse finanziarie e organizzative il Cantone intende mettere a disposizione?»

E infine, con un occhio rivolto al domani, «il Governo ritiene che una formazione precoce in questo settore possa rappresentare un vantaggio strategico per il futuro economico e occupazionale del Ticino?»

*(Roberta Soldati UDC, Nara Valsangiacomo Verdi del Ticino, Giovanni Albertini Avanti con Ticino & Lavoro, Claudio Isabella il Centro + Giovani del Centro, Fabio Schnellman PLR , Simona Buri Partito Socialista, Gioventù Socialista e Forum Alternativo (PS, GISO e FA), Sara Beretta Piccoli PVL e GVL).

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