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Niente "listone" a sinistra, il Partito Comunista va da solo

L'ipotesi di un "campo largo" alle Cantonali non è realistica, anzi: viene denunciato un approccio «esclusivo e pressapochista» alla politica delle alleanze
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Fonte Partito Comunista
Niente "listone" a sinistra, il Partito Comunista va da solo
L'ipotesi di un "campo largo" alle Cantonali non è realistica, anzi: viene denunciato un approccio «esclusivo e pressapochista» alla politica delle alleanze

BELLINZONA - Il Partito Comunista (PC) si prepara alle elezioni cantonali del 2027 e annuncia la volontà di presentarsi con liste indipendenti sia per il Consiglio di Stato sia per il Gran Consiglio. La decisione è maturata al termine di una riunione della Commissione elettorale, convocata dopo una prima discussione in seno al Comitato Centrale, per una valutazione preliminare del quadro politico cantonale.

Niente contatti ufficiali con PS e Verdi
Nel comunicato diramato giovedì mattina, il Partito Comunista interviene anche sulle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane in merito a una possibile lista unica della sinistra. «Contrariamente a quanto lasciato intendere, né il Partito Socialista né i Verdi del Ticino hanno mai contattato ufficialmente il Partito Comunista attraverso i canali di Partito appropriati», si legge nella nota. Secondo quanto dichiarato, vi sarebbero stati solo «sporadici messaggi del tutto informali», senza un reale coinvolgimento o una volontà unitaria nei confronti del PC.

Il partito evidenzia inoltre l’assenza di «un confronto serio e trasparente» e sottolinea come, alla luce degli scenari emersi anche sui media, non vi siano i presupposti politici e metodologici per valutare un’eventuale adesione a un’alleanza definita come «campo largo». Un’alleanza, si precisa, «si sarebbe dovuta semmai costruire tra pari, in maniera condivisa e dialettica», e non su accordi già delineati o decisioni maturate senza coinvolgimento diretto.

La rivendicazione dell'autonomia
Di fronte a quello che viene definito un approccio «esclusivo e pressapochista» alla politica delle alleanze, il Partito Comunista rivendica quindi la scelta di correre autonomamente. Alla base della decisione vi è anche una differenziazione politica rispetto a PS e Verdi: negli ultimi anni, si sottolinea, il partito ha sviluppato una linea autonoma su temi centrali a livello cantonale, federale e internazionale.

Tra le priorità indicate figurano il legame con il movimento studentesco e giovanile, l’opposizione al dumping salariale e alla liberalizzazione dei servizi pubblici, così come una posizione critica nei confronti dell’Unione europea. Il partito afferma inoltre di voler rappresentare chi «ha a cuore la pace» e si oppone alla NATO, accusata di spingere a tagli nella formazione e ad aumenti dell’IVA per finanziare l’acquisto di armi.

Con queste premesse, il Partito Comunista annuncia ufficialmente la propria partecipazione alle elezioni cantonali del 2027, proponendosi «quale unica forza politica di alternativa» per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio, facendo leva sui deputati uscenti e su un metodo definito di «opposizione coerente e propositiva».

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