«Una bolla d'illegalità a rischio esplosione

Il VPOD prende posizione «sugli incarichi precari nella scuola». Assemblea prevista per metà aprile.
BELLINZONA - «Una prassi sempre più insostenibile dal profilo sindacale e giuridico».
A scriverlo, in un comunicato, è il VPOD. Il tema è gli incarichi precari nella scuola. «Nella risposta all’interrogazione 768 dell’11 febbraio 2026 - si legge - il Consiglio di Stato sostiene che la nomina dei docenti non sarebbe possibile in assenza di sufficiente certezza sulle ore future, ritenendo in tali casi giustificato il mantenimento dell’incarico. Questa impostazione riflette una prassi constatata, che risulta però sempre più insostenibile dal profilo sindacale e giuridico».
Per il sindacato «la LORD disciplina chiaramente la materia: l’art. 15 sancisce il principio della nomina, mentre l’art. 16 definisce in modo tassativo le sole eccezioni che consentono il ricorso all’incarico. Tra queste figurano situazioni come assunzioni vincolate a progetto; titolari in congedo o occupati con altri incarichi; mancanza di concorrenti idonei; vacanza di un posto per almeno sei mesi; ma non più, ad esempio, il criterio di un grado d’occupazione inferiore al 50% (come da recente decisione del Parlamento). Al di fuori di tali casi, il mantenimento di un rapporto d’impiego sotto forma d’incarico è privo di base legale».
La giurisprudenza cantonale «ha ribadito che l’incarico ha natura eccezionale e non può essere utilizzato in modo discrezionale, ritenendo che ‘‘all'infuori di queste ipotesi, elencate in modo esaustivo, lo Stato non può assumere dipendenti con lo statuto di incaricato, essendo la nomina d'obbligo’’».
Se non ricorrono le eccezioni dell’art. 16 LORD, «circostanza che però il Cantone non sempre dimostra né rende possibile dimostrare, un incarico risulta pertanto illegittimo e il Cantone deve assumersi la responsabilità di attribuire una nomina. La disponibilità di ore costituisce insomma un elemento organizzativo, che non trova riscontro nella LORD né può giustificare una deroga a questo principio».
Numerose segnalazioni, scrive il sindacato, «indicano invece un prolungamento degli incarichi, senza che risultino sempre chiari o fondati i motivi della mancata nomina». Il sindacato «ha pertanto scritto al Consiglio di Stato e al DECS chiedendo di accertare il rispetto dei criteri di nomina; di esplicitare negli atti d’assunzione la ragione del mantenimento dell’incarico (attualmente non indicata); di chiarire le ore d’insegnamento non attribuibili mediante nomina a livello cantonale (in primis per i docenti in congedo o occupati altrove) e, rispettivamente, quelle oggi assegnate come incarico solo a questo titolo».
L’impressione è che, dietro a una tendenziale discrezionalità e opacità dell’attuale sistema di assunzione, «rischi di scoppiare una bolla dell’illegalità che ha sinora tenuto troppi docenti abilitati nella forma precaria dell’incarico annuale. L’incarico non garantisce infatti la stabilità dell’impiego, la conservazione del proprio grado d’occupazione, né tantomeno una tutela in caso di mancato rinnovo».
Il VPOD docenti affronterà la problematica, «cruciale per la trasparenza delle assunzioni e una stabilizzazione degli impieghi nella scuola, all’assemblea del 15 aprile, alle 20, presso l’Hotel Internazionale di Bellinzona. L’obiettivo è di raccogliere ulteriori testimonianze, discutere delle soluzioni e promuovere un’azione collettiva: invitiamo a partecipare all’evento e ad aderire al Sindacato, al fine di rafforzarne la battaglia e di verificare la propria situazione individuale rispetto al diritto alla nomina».



