Lupi in Ticino, record di predazioni: un'iniziativa cantonale chiede una svolta

Proposto un limite al numero di popolazione e branchi per proteggere gli allevamenti
Proposto un limite al numero di popolazione e branchi per proteggere gli allevamenti
BELLINZONA / BERNA - Un’iniziativa cantonale chiede all’Assemblea federale di cambiare paradigma nella gestione del lupo. La richiesta - inoltrata il 13 febbraio - arriva a seguito delle continue predazioni e dei sempre più frequenti avvistamenti del grande predatore anche negli agglomerati.
«Nel 2025 in Ticino, le conseguenze di tale politica sono nefaste. Dal 1° gennaio 2025 al 27 settembre 2025 sono stati predati 195 capi e 153 dispersi di animali da fattoria, numeri da record che mostrano chiaramente una situazione ormai ingestibile».
È con queste parole che Roberta Soldati, Sem Genini e i cofirmatari dell’atto parlamentare chiedono di rivedere l’attuale rotta. «È necessario - scrivono - prevedere un numero massimo di lupi, rispettivamente di branchi su tutto il territorio svizzero in ciascun Cantone o Regione definita dalla strategia lupo, tenendo conto delle peculiarità territoriali, ambientali e socio-economiche, in funzione della tutela delle attività di allevamento e permettere l’abbattimento degli esemplari del grande predatore, che dovesse superare il contingente massimo stabilito».
Mediante il presente atto parlamentare, «il Cantone Ticino chiede all’Assemblea federale di adottare le dovute modifiche legislative nella Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (o Decreto) atte ad implementare il cambio di paradigma prevedendo un numero massimo di lupi, rispettivamente di branchi su tutto il territorio svizzero in ciascun Cantone o Regione definita dalla strategia lupo, tenendo conto delle peculiarità territoriali, ambientali e socio-economiche, in funzione della tutela delle attività di allevamento e permettere l’abbattimento degli esemplari del grande predatore, che dovesse superare il contingente massimo stabilito».
Le mozioni a Berna - Richiesta avanzata anche a Berna dalle mozioni del consigliere nazionale Alex Farinelli (PLR/TI) e del consigliere agli Stati Fabio Regazzi (Centro/TI), che il Consiglio federale oggi ha raccomandato di sostenere.
«Il nostro territorio antropizzato non è in grado di sopportare un simile numero di esemplari di lupi, che per altro sono prevalentemente concentrati nei cantoni lungo l'arco alpino», viene sottolineato.
Chiedono quindi una gestione proattiva dei lupi sulla base di dati chiari e condivisi. I grandi predatori non sono a rischio di estinzione, la popolazione si è insediata stabilmente e con effettivi in costante crescita in tutto il territorio europeo, indicano. Se la soglia viene superata, dovrebbe essere consentito procedere in modo tempestivo e non burocratico all'abbattimento di singoli esemplari o branchi.
Il Consiglio federale chiede di approvare le mozioni, come si evince dalla sua presa di posizione pubblicata oggi, senza fornire alcuna motivazione per la sua posizione. Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati decideranno ora in merito alle mozioni.
Nella scorsa stagione di regolazione, le autorità svizzere hanno autorizzato l'abbattimento di 89 lupi in otto Cantoni (Grigioni, Vallese, Vaud, Ticino, Glarona, Svitto, Neuchâtel e San Gallo), secondo le ultime statistiche della fondazione per la protezione degli animali selvatici Kora.
Durante la fase di regolazione, i Cantoni possono abbattere i lupi previa approvazione della Confederazione. Secondo la legge sulla caccia, le misure di regolazione preventive sono possibili, tra l'altro, per proteggere gli spazi vitali e impedire il verificarsi di danni o di un pericolo per l'uomo.




