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LUGANO«È lo stesso copione che vediamo realizzarsi nei femminicidi»

29.11.23 - 11:32
«Questa volta non è riuscito a portare a termine il suo intento, ma la prossima potrebbe riuscirci», così la rappresentante della vittima.
Rescue Media
«È lo stesso copione che vediamo realizzarsi nei femminicidi»
«Questa volta non è riuscito a portare a termine il suo intento, ma la prossima potrebbe riuscirci», così la rappresentante della vittima.

LUGANO - «L'imputato ha una mente perversa e pericolosa. E quella da lui messa in atto è stata una spedizione punitiva». È così che l'avvocato Carlo Borradori, rappresentante del fidanzato della vittima principale, ha aperto l'odierno dibattimento sul caso del dramma di Solduno.

«Tutto l'occorrente per uccidere» - La sera dei fatti, ha ricordato Borradori, «l'oggi 22enne aveva nella sua borsa un'ascia, un fucile, una bottiglia di soda caustica, un badile, delle siringhe, un coltello, un taser, un becco Bunsen, delle manette, delle corde e del viagra. Cosa voleva fare con tutto ciò? Parlare, come lui si ostina a sostenere? Tutto quello che c'era in quello zaino era lì per fare male, uccidere e dissimulare». Prima dell'accaduto, ha continuato, «il mio assistito era un giovane forte e pieno di speranze. Da quel giorno, da quel trauma, per lui tutto è più complicato. Ma, al contrario dell'imputato, lui si sta facendo aiutare». L'avvocato ha dunque chiesto un risarcimento di 10'000 franchi per torto morale.

«Usa la parola "amore" per giustificare l'ingiustificabile» - A prendere la parola è stata poi l'avvocato Manuela Fertile, rappresentante della vittima principale. «La mia assistita è sfuggita alla morte per un soffio. Ha incontrato un uomo che era determinato a toglierle la libertà, sottometterla al suo volere e infine a ucciderla. L'imputato ha adottato lo stesso identico copione che vediamo realizzarsi nei femminicidi. È un manipolatore e un sadico che ha annientato la vittima psicologicamente. E no, non era amore quello che lui provava: ha usato questa parola solo per giustificare l'ingiustificabile».

«Non abbiamo bisogno di una confessione» - Il giovane «non ha mai confessato che quella sera voleva uccidere la vittima e il suo nuovo fidanzato. Noi però non abbiamo bisogno di una confessione: hanno già confessato le prove, che sono schiaccianti, gli indizi e le testimonianze delle parti», ha sottolineato l'avvocato. «Il sangallese è un uomo molto pericoloso e lo sarà anche in futuro. A dirlo è anche la perizia psichiatrica. Non ci sono dubbi, non ci sono attenuanti e non ci sono giustificazioni per quello che ha fatto». Durante tutto il procedimento il 22enne «non ha poi avuto un attimo di cedimento, non ha versato una lacrima. Solo raccontando della morte del suo patrigno ha mostrato dell'emozione, attirando la pietà della Corte e mostrando le sue capacità manipolatorie».

Fertile ha chiesto dunque che gli sia comminata la pena massima possibile per i reati dei quali deve rispondere, e in particolare per il tentato assassinio. Questo anche considerato il medio-alto rischio di recidiva: «Questa volta non è riuscito a portare a termine il suo intento, ma la prossima potrebbe riuscirci». E, rivolgendosi alla Corte: «Rendiamo giustizia alla vittima. Vi chiedo di mostrare a tutte le vittime di violenza che lo Stato c'è». Il risarcimento richiesto, tra torto morale e materiale, è pari a 69'084 franchi.

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